Welcome to 0585news   Click to listen highlighted text! Welcome to 0585news
3:58 pm - domenica Maggio 21, 7684

Massa,Zona industriale inquinata e distretto al parco degli Ulivi, scontro in Consiglio

609 Viewed redazione Commenti disabilitati su Massa,Zona industriale inquinata e distretto al parco degli Ulivi, scontro in Consiglio

Scontro in Consiglio comunale lunedì sera con uno scontro tra il sindaco Francesco Persiani e l’opposizione su due argomenti: le bonifiche e la realizzazione della nuova casa della salute.

In relazione al primo punto legato all’inquinamento dei terreni nella zona industriale e per le cui bonifiche il governo ha stanziato oltre 20 milioni di euro, il circolo del Pd di Bondano, Ricortola e Partaccia aveva attaccato il Comune di Massa di non aver reso pubblici e non aver fatto nulla in seguito all’emissione dei nuovi dati di cui ha parlato l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni e definiti «allarmanti».

«Abbiamo deciso – ha chiarito in apertura di Consiglio il sindaco – di non divulgare nessun dato fino a quando non ci saranno risultati certi e le indagini sulle acque di falda non saranno concluse definitivamente. L’incontro dello scorso 11 aprile tra Comune e Regione Toscana, Arpat e Asl aveva lo scopo di condividere i risultati preliminari della prima campagna di monitoraggio ambientale a cui è seguita una seconda e più approfondita indagine». Il primo cittadino ha aggiunto poi che i risultati emersi sono stati completamente differenti da zona a zona e questo fa pensare a una situazione complessa. Persiani ha ricordato come la stessa Fratoni abbia parlato di elementi organici e chimici nelle aree ex-Farmoplant e per questo ha invitato gli enti a non divulgare i dati prima di un’analisi attenta per non creare allarmismi e preoccupazioni.

Dall’opposizione Paolo Menchini del Movimento 5 Stelle ha chiesto di diffonderli, mentre dal Pd, Gabriele Carioli ha difeso l’intervento del circolo, sottolineando che «ha tutto il diritto di chiedere informazioni all’amministrazione».

Persiani ha poi proseguito col secondo argomento: la realizzazione del distretto sanitario al parco degli Ulivi, al centro nei giorni scorsi delle polemiche per l’ipotesi diffusa da alcune forze politiche di voler cementificare quell’area verde. Il sindaco ha respinto al mittente le accuse: «Si è creato un inutile panico e inutili allarmismi – ha detto Persiani – Nessuno ha intenzione di cementificare parchi e distruggere verde pubblico. È vero che ci sono proposte giunte all’amministrazione, ma devono essere tutte valutate e i le decisioni saranno prese con criterio e modalità trasparenti e partecipative». Gli ha risposto il consigliere di Mdp Uilian Berti che ha chiesto che fine faranno l’attuale distretto di via Bassa Tambura e il vecchio ospedale.

Sull’argomento riportiamo di seguito l’intervento del Pd di Massa.
Si fa un gran parlare, in questi giorni, della realizzazione del nuovo Distretto socio-sanitario e della casa della salute. Ciò per due distinti ordini di problemi.
Il primo per la storica insufficienza dell’attuale Distretto di Via Bassa Tambura ed il secondo, ancor più grave, per proposte insensate avanzate dal sindaco Persiani.
Se la prima considerazione, quella dell’insufficienza del sito di Via Bassa Tambura è ormai consolidata ed accettata da tutte le componenti politiche e sociali della nostra città, la seconda, quella di realizzare il nuovo insediamento in un parco pubblico, appare semplicistica , priva di ogni considerazione logica, fuori da ogni analisi di carattere urbanistico e di gestione del territorio.
Oltretutto la proposta del Sindaco è viziata da una considerazione, necessità di avere terreno gratuito, che non sembra confermata dalla stessa Regione Toscana, non risulta che la stessa Regione abbia indicato prioritaria la realizzazione del Distretto in un area di proprietà pubblica.
Noi affermiamo che la sostituzione di un parco con una nuova struttura dimostri una completa ed assoluta mancanza delle conoscenze di quelle che sono le funzioni articolate di una città, dove il parco, inteso come luogo di svago e di incontro è il primo presidio della socialità e per sua natura e funzione da preservare, conservare e migliorare.
Il Sindaco ha scelto una scorciatoia, una facile indicazione di un luogo, senza sapere che quel luogo è ormai patrimonio della città e dei suoi abitanti e che per nessuna ragione, può essere oggetto di sostituzione urbanistica.
Ci rendiamo conto che quella della realizzazione del distretto socio sanitario e della casa della salute è un tema di fondamentale importanza per la nostra comunità, ma la scelta del sito deve rappresentare un processo di partecipazione complessiva che va oltre le semplici forze politiche presenti in consiglio comunale, ma deve coinvolgere le associazioni, le istituzioni sociali e quella diffusa rete di solidarietà presente nella nostra città.
Innanzitutto va chiarito un aspetto: Distretto socio sanitario o anche Casa della Salute? Una o l’altra o tutte e due insieme presuppongono diverse quantità edilizie, diverse dimensioni del sito necessario e diversa quantità di risorse economiche da destinare.
Riteniamo che per la realizzazione di questa attrezzatura di interesse pubblico, non si debba occupare nuovo suolo peraltro utilizzato per una funzione di grande pregio sociale e ormai consolidata, come un parco pubblico, bensì verificare se esistano in città contenitori da riutilizzare e luoghi urbani ormai compromessi da recuperare che potrebbero essere adeguati alla soluzione del problema e che potrebbero riqualificare aree e zone della città abbandonate ed, in alcuni casi, degradate.
Si tratta di mettere in atto un processo partecipativo, in tempi brevi per l’urgenza del problema, che individui più possibilità di soluzione in una continua interlocuzione con la città e con la Regione Toscana.
Non possiamo permetterci di sbagliare perché commettere oggi un errore su questa strada, potrebbe compromettere la qualità dell’abitare per molti anni.

Sempre dall’opposizione anche il consigliere di Alternativa Civica Andrea Barotti ha inviato un suo documento. Lo riportiamo di seguito.
Apprendo, con piacere, che il Pd ha maturato un’opinione contraria alla realizzazione della nuova casa della salute nel Parco degli Ulivi e che, pertanto, condivide con me, la necessità di una riflessione, da parte del Sindaco, sull’idea, irragionevole, che l’Amministrazione ha proposto. Ritengo, però, che l’opposizione non si possa limitare a respingere o far emergere l’illogicità di quanto Persiani prospetta (costruire in un giardino non significa migliorarlo ma cambiarne la destinazione e per capirlo non è necessario essere degli urbanisti) è necessario lanciare delle idee anche per far capire che le forze di minoranza possono essere un’alternativa a chi oggi governa. Vorrei, quindi, avanzare delle ipotetiche soluzioni anche per far discutere la città, per far nascere quel processo di partecipazione e condivisione che la Giunta ha inteso, sin qui (basti pensare al parcheggio Grendi o all’eventuale, inutile in alcuni casi, rifacimento delle piazze), negare ed al contempo spingere la Giunta ad uno sforzo per concepire progetti nuovi, originali o perlomeno a riprendere idee precedenti ma non avversate dalla città e sostenibili.

Ritengo che continuare ad utilizzare spazi vergini, lasciando in piedi strutture vecchie e vuote, non sia, vista anche la cresciuta sensibilità ambientale e la necessità di evitare il degrado, un metodo da utilizzare; dovremmo, invece, cominciare a pensare di demolire e ricostruire recuperando suolo, ormai, inutilizzato poiché la città non può sostenere altri edifici abbandonati (vecchio ospedale; vecchia sede INPS; ex palazzo Banca d’Italia; ex colonie).

Alla luce di tali considerazioni si potrebbe pensare di edificare la nuova casa della Salute nell’area dell’ex intendenza di finanza, ad esempio, costruendo, al contempo, quel parcheggio sotterraneo che era stato previsto ma che non ha mai visto la luce (un area di sosta controllata, con accesso regolato da sbarra, che eviterebbe anche il fenomeno degli abusivi).

In alternativa, la nuova struttura potrebbe sorgere nell’area delle Ferrovie dello Stato, vicino alla Stazione. Il sito garantirebbe, dato il nuovo capolinea degli autobus, la prossimità alla fermata ferroviaria, un facile collegamento, una buona viabilità e spazi sufficienti. In proposito risulta difficilmente comprensibile il motivo per il quale l’Amministrazione pensi di far sorgere condomini in una zona con gravi criticità di accesso e non abbia ipotizzato di destinare l’area indicata alla casa della salute evitando così di sacrificare un’area verde di grande pregio.

Un ulteriore spazio, tra l’altro di proprietà comunale e già cementificato, che potrebbe, con beneficio economico e ambientale, ospitare la Casa della salute potrebbe essere il mercato della Jare che potrebbe essere smantellato e sostituito dal nuovo edificio; il sito avrebbe la viabilità, gli spazi e si trova a pochi passi dall’Ospedale del cuore.

Altra soluzione potrebbe essere quella di recuperare le ex colonia Motta che darebbe la possibilità, vista la vicinanza al NOA ed alla Don Gnocchi, di creare, senza problemi di aree di sosta e di viabilità, una cittadella sanitaria. Infatti, dati gli spazi, potremmo inserire, in un sito estremamente bello, all’interno dell’edificio, dando nuova vita ad una struttura architettonica di interesse storico, nuovi spazi per la Don Gnocchi (creeremmo un centro di alta specializzazione offrendo possibilità di lavoro), amplieremmo la casa sollievo dal dolore, potremmo dotare la Comunità, data la domanda crescente, di una nuova casa di riposo, potremmo dare una risposta ai pazienti cronici, avremmo uno spazio in cui collocare, avvicinandola al Noa, la medicina nucleare e potremmo, perfino creare un distaccamento della polizia Municipale a servizio di Marina, Partaccia e Ricortola che garantirebbe, al contempo, con risparmio, la vigilanza alla struttura.

La Regione Toscana potrebbe mettere in campo, sottoponendolo ai privati, come avvenuto per il Noa, un project financing, oppure potrebbe acquisire l’edificio (era andato all’asta per tre milioni di euro) o ancora si potrebbe destinare quanto rimane, tolto il residenziale, indennizzando i proprietari (avrebbero la certezza della sostenibilità del progetto di rinascita), la superficie rimanente (ben il 75%) alla casa della salute ed agli altri servizi sanitari ed assistenziali; tale soluzione eviterebbe, al contempo, di avere un edifico vivo per soli alcuni mesi dell’anno.

La città merita risposte che salvaguardino l’ambiente, ridiano decoro, siano sostenibili e regalino, ai cittadini, belle strutture inserite, specie quando si tratta di edifici a destinazione sanitaria, in luoghi che facilitino il recupero psicofisico dei pazienti; immaginare un progetto che sappia coniugare tali requisiti, tali caratteristiche non è impossibile è sufficiente visitare il centro Don Gnocchi per avere un insuperabile esempio.

Share the joy
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Don't miss the stories follow0585news and let's be smart!
Loading...
0/5 - 0
You need login to vote.

Massa,Blitz anti-abusivismo sul litorale: merce sequestrata

Antonio Tajani a Massa Carrara il 18 Maggio al fianco di Jacopo Ferri

Related posts
Comments are closed
Click to listen highlighted text!