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11:45 am - lunedì Ottobre 14, 2019

MASSA,Recuperata dai Carabinieri cassapanca del XVI secolo rubata dal Castello Malaspina il 31 ottobre del 1980. Era in casa di un professionista emiliano che l’aveva ricevuta in eredità dal padre

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alla presenza del Sindaco di Massa, Avvocato Francesco Persiani, il Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Firenze,

Maggiore Lanfranco Disibio, ha restituito alla Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Province di Lucca e Massa Carrara, Dottoressa Angela Acordon, un’importante cassapanca in noce del XVI secolo, decorata nella parte anteriore con due maschere, rubata dal citato castello nella notte tra il 30 ed  il 31 ottobre 1980 e recuperata a seguito di attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia.

L’indagine è stata avviata, nell’aprile 2016, a seguito della localizzazione a Londra, presso una nota casa d’aste, di un importantissimo coltello asportato dal Museo Stibbert di Firenze nel 1977.

L’attività investigativa ha portato i militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze ad eseguire tre perquisizioni delegate dall’Autorità Giudiziaria nelle abitazioni di altrettante persone residenti nelle province di Reggio Emilia e Forlì.

Durante lo svolgimento di una di queste perquisizioni, eseguita nell’abitazione di un professionista emiliano, veniva fotografata la cassapanca recuperata.   

Il successivo accertamento, presso la Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, permetteva di individuare la cassapanca come quella asportata dal Castello Malaspina di Massa nella notte tra il 30 ed il 31 ottobre 1980. Il bene veniva sequestrato su ordine della Procura delle Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia.

Il professionista è risultato estraneo agli illeciti avendo ricevuto la cassapanca in eredità dal defunto padre.

L’importanza della catalogazione dei beni d’arte nonché le indispensabili fotografie  degli stessi che alimentano la  Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, la più grande banca dati al mondo di opere d’arte rubate gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, si confermano come indispensabile ausilio alle indagini che unito all’impegno, alla determinazione ed alla professionalità dei militari del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, permettono, come in questo caso, di individuare opere rubate anche a distanza di molti anni dagli eventi delittuosi.

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