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11:22 am - martedì Ottobre 15, 2019

Massa:La città e i massesi negli anni del fascismo tra riti e manifestazioni

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Franco Frediani pubblica il secondo volume di “Massa In orbace” Il libro raccoglie le fotografie di Luciano Guerra

“Massa in orbace. Volume II” è il titolo dell’ultimo lavoro di Franco Frediani, da sempre cultore di storia locale. Il volume segue di qualche anno, il precedente pubblicato nel 2011, e come il precedente è dedicato alle immagini fotografiche realizzate dal concittadino fotografo dilettante, Luciano Guerra.

Col patrocinio di Italia Nostra, il volume è presentato, alla presenza dell’autore, sabato 3 dicembre alle Stanze del Teatro Guglielmi, alle 17,15. Dopo una breve introduzione del Presidente dell’associazione Bruno Giampaoli, interverranno il sindaco di Massa Alessandro Volpi e il professor Franco Pezzica. Modererà il dibattito Laura Sacchetti.

Mentre nel primo volume sono state inserite immagini che ritraggono il volto della città e le opere pubbliche realizzate durante il ventennio fascista, nel secondo sono raccolte le foto, scattate tra il 1936 e il 1942, che documentano alcuni dei grandi o piccoli eventi di quegli anni, seppur con periodi lacunosi quali ad esempio la dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940. Le manifestazioni scandivano la vita cittadina e ritualmente, ogni anno, venivano celebrate: il 6 gennaio la Befana fascista, il 1° febbraio la fondazione della Milizia, il 23 marzo dei Fasci di Combattimento, il 3 aprile dell’O.n.b., il 21 aprile il Natale di Roma, il 30 aprile la fondazione del Fascio di Massa, il 9 maggio la proclamazione dell’Impero, il 24 maggio la vittoria e la Leva fascista, tra fine maggio e i primi di giugno il saggio ginnico della G.i.l., la prima domenica di giugno la Festa dello Statuto, l’8 ottobre la fondazione dei Fasci giovanili, il 28 ottobre la Marcia su Roma, il 4 novembre l’anniversario della Vittoria, l’11 novembre il genetliaco del Re, il 5 dicembre la Festa del Balilla e infine, il 24 dicembre, la Festa della Madre e del fanciullo.

Il gran dispiego di uomini e la partecipazione di pubblico riempivano le piazze e le vie del centro erano percorse dai cortei delle numerose organizzazioni fasciste che ritualmente andavano a rendere omaggio alle lapidi dei caduti, una posta sulla facciata del palazzo Pellerano (attuale sede del Monte dei Paschi di Siena), rimossa nell’immediato dopoguerra, altre due, tutt’ora visibili, nel pronao del Duomo. A contestualizzare le immagini e per dar loro la voce, Frediani ha abbinato alle foto le cronache giornalistiche dell’epoca tratte dal quotidiani “Il Telegrafo”. Sono cronache ridondanti retorica, ma testimonianze storiche. L’auspicio di Frediani è che il suo «modesto contributo possa servire da sprone a chi vorrà approfondire un periodo storico che ancor oggi, a distanza di ottanta anni, manca di quella serenità di giudizio che la Storia imporrebbe».

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