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1:03 pm - mercoledì Ottobre 16, 2019

LUTTO PER LA SCOMPARSA DI FRANCO MOTTA, PRESIDENTE ASS. PART. “IGNAZIO VIAN” di Cuneo

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AI PRESIDENTI DELLE ASSOCIAZIONI FEDERATE

Cari Amici,

Il Presidente, Francesco Tessarolo, la Giunta della Federazione Italiana Volontari della Libertà – F.I.V.L. e tutte le Associazioni Federate

partecipano con gratitudine e commozione al cordoglio per la scomparsa del partigiano monregalese Franco Motta, Presidente dell’Associazione Partigiana “Ignazio Vian” di Cuneo, venuto a mancare lo scorso mercoledì 5 giugno all’età di 94 anni.

La F.I.V.L. tutta con affetto e in preghiera si stringe ai famigliari e agli amici della Vian, serbando l’esempio, limpido e diritto, di Franco e della sua scelta di libertà che ancora una volta vogliamo ricordare, in questo doloroso momento, con le sue parole:

«Sono uno degli ultimi partigiani del Distaccamento della Tura. Sono salito in montagna nel giugno 1944 con i ribelli alla chiamata alle armi nella Repubblica di Salò alleata dei nazisti in una guerra sbagliata e disastrosa. “La vita al pian per noi era finita, ahi quanto a dir qual era, è cosa dura”, cantavamo per darci coraggio. Con i giovani del Circolo cattolico di Carassone e con quelli del Ferrini avevo imparato a prendere la distanze dalla follia e dalla propaganda del regime. Sulla Tura mi trovai con altri amici monregalesi, operai, studenti, contadini: chi formatosi all’ombra del campanile, chi in ambienti diversi. Non potevamo avere subito le idee chiare. La lunga disinformazione ci aveva condizionato; ma aprimmo gli occhi a contatto con la dura realtà, discutendo fra di noi, ascoltando le esperienze di chi era reduce da uno dei fronti di guerra e non voleva affatto tornarci, tanto meno dalla parte sbagliata con Graziani e i repubblichini di Salò.
Il nostro capo naturale fu fin da subito il tenente Beppe Milano, di Farigliano, tornato dalla Russia con un bagaglio di esperienze che gli dava autorevolezza e determinazione, e con una maturità umana affrettata dalle difficoltà a cui era sopravvissuto.
Un rastrellamento particolarmente drammatico fu quello del dicembre ’44, perché il nostro comandante Beppe Milano era gravemente malato e avvampava di febbre. Una piccola grotta, non distante dal rifugio ma difficile da individuare, ci ospitò in una ventina. Giorni e notti d’angoscia; ma ci sosteneva la presenza di don Beppe Bruno, il nostro cappellano che non ci abbandonava, che si esponeva ad ogni rischio, anche se non godeva di buona salute neppure lui.
Una stagione che meritava di essere vissuta con quello slancio, con quella fiducia, con quelle speranze che noi partigiani sopravvissuti auguriamo alle generazioni odierne di conoscere e rispettare per coltivarle a loro volta con modalità nuove, per il bene di tutti, della libertà, dell’Italia democratica, unita e repubblicana».

La Segreteria Nazionale F.I.V.L.

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Segreteria Nazionale

F.I.V.L. – Federazione Italiana Volontari della Libertà

Via Emilia, 6 – 27058 Voghera PV

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