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9:17 pm - domenica Ottobre 20, 2019

Gaia, restare o uscire? Ecco cosa pensano i candidati a sindaco

72 Viewed redazione Commenti disabilitati su Gaia, restare o uscire? Ecco cosa pensano i candidati a sindaco

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Scintille all’incontro pubblico organizzato nella serata di mercoledì a villa Rinchiostra dai comitati Acqua alla Gola e No discarica Cava Fornace con i candidati sindaco del Comune di Massa.

Acqua e ambiente i temi affrontati in occasione dell’evento, che ha visto la partecipazione di tutti i candidati eccetto Marco Bondielli del Partito Comunista, Luana Mencarelli del Movimento Cinque Stelle (a sostituirla l’attivista Paolo Menchini) e il candidato di Potere al Popolo, Nicola Cavazzuti, che a pochi minuti dall’inizio del dibattito ha abbandonato la sala.

Ecco alcune delle posizioni prese dai candidati presenti relative alla gestione del servizio idrico:

Alessandro Volpi (Pd, Articolo Primo, liste civiche): «Importante restare in Gaia perché i proprietari comunque sono pubblici. Il dato fondamentale è che i sindaci possono ancora votare in conferenza Ait. Uscire da Gaia è normativamente impossibile, un percorso fattibile è quello dell’azienda speciale. Sono cinque anni che chiedo in che modo potremmo passare ad un altro gestore, a mio avviso l’ipotesi di Evam è assurda, perché Evam fa parte del settore commerciale».

Sergio Menchini (liste civiche): «È stata del Comune di Massa la scelta di entrare in Gaia, non era una scelta obbligata. Al momento c’è un blocco finanziario in Gaia perché è un carrozzone e manca una programmazione delle politiche degli investimenti. Il debito esistente difficilmente è recuperabile, se non attraverso operazioni straordinarie. Non è la forma politica che deve essere cambiata, ma è necessario un gestore che ribalti il sistema Gaia, per non permettere che gravi sulle spalle dei contribuenti».

Francesco Mangiaracina (Tutto per Massa e Casa Pound) : «Anni fa abbiamo aderito ai comitati No Gaia. Un’esperienza che ci ha portato a comprendere che il gestore idrico ha un debito di 105 milioni di euro nei confronti di diverse banche. La società non è a partecpazione pubblica ed è contro il risultato del referendum popolare sull’acqua pubblica».

Pierpaolo Bertilorenzi (lista civica Punto Zero): «Non siamo i soli a subire questa situazione perché è la stessa del resto dell’Europa. L’acqua non è pubblica, la percentuale che il Comune di Massa detiene in Gaia è di circa il 18% delle azioni. Se domani fossi scelto come sindaco di Massa la prima cosa che farei sarebbe quella di uscire da Gaia».

Francesco Persiani (Fi, Lega, Fratelli d’Italia, Popolo Famiglia, Persiani Sindaco): «L’acqua è pubblica, il problema è la gestione. Noi dobbiamo difenderla così come difendiamo il nostro territorio. Essendo bene comune deve restare di proprietà di tutti. E diversamente da quanto sostiene il sindaco Volpi, non è così virtuosa come si vuol far credere. Otto commercianti di Massa ieri hanno subito il distacco dell’acqua».

Paolo Menchini, sostituto di Luana Mencarelli (Movimento Cinque Stelle): «Nel nostro programma abbiamo proposto come modello di gestione quello dell’azienda speciale consortile, che operi a livello locale. Serve però cambiare alcune norme su tutti i livelli istituzionali. C’è da dire che la nostra proposta di legge in parlamento è stata bocciata dal Pd e dagli alleati di governo. Noi ci rifacciamo ai principi del referendum del 2011: sull’acqua non ci si guadagna, la gestione deve essere locale, chi inquina paga».

Lorenzo Pascucci (Massa Libera): «Per questa città serve un candidato che abbia carattere. Le bollette di Gaia sono troppo care, soprattutto per le imprese. I 350 mila euro spesi per depurare le acque alla sorgente del Cartaro devono essere messe a carico delle imprese che lavorano nelle cave vicine. Io sono per andare a cercare i due terzi di azionisti che servono per poter modificare lo statuto di Gaia».

Andrea Biagioni (Area 2018): «Dove eravate voi quando si parlava di Gaia insieme ad Alfonso Baldi al bar Battistini? Io sono per cambiare la legge regionale 69, perchè stiamo regalanado acqua alla Solvay di Piombino».

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