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3:23 pm - venerdì Agosto 23, 2019

Domani 21 maggio ricorre il 70° anniversario dell’inizio lavori del campo di volo del Cinquale e il 26 maggio il 70° della costituzione dell’AeroClub.

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Le cronache di questi giorni hanno riportato all’attenzione dei lettori l’annoso problema dell’aeroporto, una risorsa troppo a lungo trascurata. Tutto ebbe inizio nell’immediato dopoguerra quando si decise di realizzare un campo d’aviazione , essendo il nostro territorio in posizione strategica, sia turisticamente,per la vicinanza con Forte dei Marmi, sia per la Zona Industriale allora in fase di ripresa. 

Si presentarono due opzioni : una nei pressi della colonia Fiat, che svanì per il rifiuto a vendere dei proprietari dei terreni, l’altra al Cinquale in confine con Montignoso.  E’ così che il Comune, allora guidato dal Sindaco Giulio Guidoini, acquistò  l’area di circa 300mila metri quadrati dai conti Astaldi, per 18 milioni di lire. L’avv Mazzolini della soc. Salpanavi, oltre alle promesse di investimento, avrebbe garantito linee di collegamento con altri aeroporti.  I lavori per realizzare la pista iniziarono il 25 agosto del 1947 ad opera dell’impresa Del Medico di Forte dei Marmi. Purtroppo il vanificarsi degli impegni dell’avv. Mazzolini fecero si che i lavori andassero molto a rilento. Dopo il sopralluogo effettuato da Demanio Aeronautico che dichiarò il campo idoneo al traffico per apparecchi di piccolo e medio tonnellaggio,  il 21 maggio del ’49, si arrivò infine all’inaugurazione ufficiale. Madrina la signora Angelini Lazzoni moglie dell’ing. Lazzoni, primo presidente dell’Aero Club che si sarebbe costituito il 26 dello stesso mese.  L’aeroporto godeva di una pista erbosa di 830 mt. circa con entrata zero dal mare e dunque tecnicamente in condizioni di estremo vantaggio. L’impianto era dotato di due hangar (uno in metallo e l’altro in muratura), una autorimessa e un piccolo ristoro.  E il 5 agosto del 1951  si ebbe il 1° grande Avioraduno con la partecipazione di velivoli provenienti  da molte parti d’Italia.  Nel consuntivo di quell’anno l’aeroporto poteva vantare 3 aerei di proprietà dell’Aeroclub, 550 battesimi dell’aria, 15 aerei nazionali e 6 stranieri in transito nonché una efficiente scuola di pilotaggio con rilasciati tre brevetti. L’Aeroporto raggiunse il massimo splendore negli anni ’60, potendo vantare i collegamenti con Milano, Cortina d’Ampezzo e l’Isola d’Elba. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti e, malgrado tante occasioni, anche importanti, lasciate purtroppo cadere nel vuoto, l’aeroporto ha conosciuto un lento declino. E’ auspicabile quindi che l’attuale Amministrazione trovi la forza e le risorse per dare dignità ad un aeroporto che dovrebbe rappresentare un fiore all’occhiello della nostra riviera. Io credo che società a livello nazionale potrebbero investire solo se………

P.S: Un’ultima annotazione. A seguito delle mie richieste, con delibera dell’agosto 2016, l’aeroporto è stato intitolato ai piloti Massoni e Brizzolari i nostri due valorosi piloti, ma nulla a tutt’oggi è stato fatto per rendere visibile tale titolazione.  Alla delibera avrebbe infatti dovuto seguire una cerimonia ufficiale con la realizzazione di un grande pannello raffigurante le gesta dei due piloti. L’iniziativa, alla quale era richiesto un modesto contributo da parte del Comune, giace tutt’ora in attesa di risposta. Io credo che, aldilà delle contestazioni in atto, realizzare il grande pannello sarebbe di buon auspicio per il futuro del nostro Aeroporto.

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