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4:10 pm - venerdì Agosto 23, 2019

Cermec, Giorgi: «Quel licenziamento frutto di attenta riflessione»

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Cermec vuole da subito evidenziare che non intende portare la vicenda del lavoratore licenziato sulle pagine dei giornali.

Auspica che anche i sindacati, vista la delicatezza della questione, rispettino la riservatezza del lavoratore ed evitino comunque di utilizzare la vicenda per toccare altre questioni societarie». Lo afferma l’amministratore unico di Cermec Spa Emanuele Giorgi che interviene dopo le diatribe tra i sindacati Cisl e Uil in relazione al licenziamento di un dipendente nei giorni scorsi.

«Si precisa in ogni caso che il provvedimento disciplinare è stato irrogato al termine di una procedura conforme allo Statuto dei Lavoratori e al Contratto Collettivo di Lavoro. Il procedimento è stato svolto nel pieno rispetto della legge e un eventuale coinvolgimento dei sindacati, senza alcuna richiesta del lavoratore, sarebbe stato irrituale e lesivo della sua riservatezza. A seguito delle diffusione della notizia, mai divulgata né confermata dall’azienda, anche per tutelare l’immagine e la riservatezza del lavoratore, alcune organizzazioni sindacali hanno chiesto in via urgente e non formalizzata un incontro con l’amministratore unico. Nella stessa mattinata di venerdì, poco dopo le 12, mentre ero impegnato in un’iniziativa presso una scuola di Carrara, con una telefonata di un componente della Rsu è stato chiesto se al mio rientro in azienda fossi disposto a incontrare rappresentanti sindacali che già mi attendevano presso gli uffici, richiesta tempestivamente riscontrata».

«L’azienda – prosegue Giorgi – non ha quindi convocato alcuna riunione né aveva avuto alcuna richiesta in tal senso. Inoltre, nel corso dell’incontro, nell’ovvio rispetto dei diritti di riservatezza del dipendente, mi sono limitato a confermare alle rappresentanze sindacali di Cgil e Cisl (che erano presenti presso gli uffici) come il provvedimento sia stato assunto a seguito di fatti e circostanze che, confermate da numerosi riscontri tutti attentamente vagliati, sono stati ritenuti tali da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro. Alle organizzazioni presenti non è stato dunque fornito alcun dettaglio sul contenuto dei provvedimenti. Ogni licenziamento è frutto di approfondite riflessioni e rappresenta, non solo per chi lo subisce ma anche per chi deve assumerne la responsabilità e l’onere, una scelta dolorosa. La valutazione circa la correttezza del comportamento del dipendente e della società sarà quindi, semmai, effettuata in altre sedi e non si ritiene che comunicati e proclami possano contribuire a trovare una soluzione, nello stesso interesse dell’ex dipendente».

«Si ritiene – conclude l’amministratore unico – infine del tutto incongruo che un argomento tanto delicato e personale sia stato ritenuto un’occasione per riproporre polemiche e contestazioni rispetto a temi di tutt’altra natura (dal premio di risultato al management aziendale), che sono stati comunque oggetto di ripetuti ed approfonditi incontri specifici e che non si ritiene quindi opportuno commentare in questa sede».

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