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1:49 pm - sabato Luglio 20, 2019

Celebrata la Liberazione di Massa

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Settantaquattro anni fa Massa viveva la sua prima giornata di libertà. Il 10 aprile 1945 era l’inizio di una nuova storia: una vita priva dell’oppressione nazi-fascista e con all’orizzonte, per la prima volta, il sogno della democrazia. E soprattutto la fine della guerra.

Per 74 volte, da allora, è stata ricordata la storia di Arnaldo Pegollo: la fine che sembra coincidere con l’inizio, la morte di un giovane 26enne «incitatore e animatore dei giovani alla lotta di liberazione» proprio nel giorno in cui la liberazione tanto attesa era finalmente arrivata.

A prima vista una storia tragica. Come sono tragiche molte delle realtà vissute dalla Massa “di ieri” ricordate in sala 10 aprile in occasione della celebrazione del 74esimo anniversario della liberazione della città. A Palazzo civico ci sono gonfaloni e bandiere provenienti da tutta la provincia e anche d’oltreoceano come testimonia una bandiera americana. Il presidente del Consiglio comunale Stefano Benedetti apre l’incontro sottolineando l’importanza della celebrazione «per festeggiare il valore civile e militare di una popolazione che dalla sera alla mattina ha dovuto abbandonare le proprie case».

«Io ricordo la mia famiglia che fu trasferita a Pontremoli – interviene Benedetti – altri andarono a Parma e fuori dal nostro territorio, dove, fra l’altro, vennero accolti in maniera straordinaria. Quel valore lo riconosco anche nella Medaglia d’oro al valore civile, che sottolinea, oltre all’impegno dei partigiani, quello dei profughi, che si sono ritrovati a causa di un editto nazista ad abbandonare le proprie abitazioni e il proprio lavoro».

Il sindaco Francesco Persiani ha salutato gli studenti e le studentesse presenti in sala, sottolineando che «la dittatura vive nella paura», mentre il presidente della provincia di Massa-Carrara, e sindaco di Montignoso, Gianni Lorenzetti ha ricordato il sacrificio delle donne della provincia che per un pugno di farina macinavano chilometri a piedi lungo la via Vandelli. A turno alcuni rappresentanti del liceo Rossi e degli istituti superiori Palma, Minuto e Meucci hanno preso parola per delle letture sul tema, intervallate dall’inno di Mameli cantato dalla musicista Elena Cirillo e seguito dagli interventi di Silvio Belatti, presidente dell’associazione Assoarma, Giancarlo Rivieri, presidente dell’associazione Federazione italiana volontari della libertà, Fabrizio Alberti e Marco Giandomenici dell’associazione Linea Gotica Tirrenica e Michele Comelli in rappresentanza del consolato americano.

Prima della cerimonia una breve sosta in piazza Aranci per la deposizione di una corona ai caduti, in largo Matteotti al monumento “Bella Ciao”, nell’atrio comunale al busto di Vico, e al cippo dedicato a Naldo Pegollo, il partigiano che ha dato la vita per concedere alla Massa “di oggi” la possibilità di un inizio.

Eppure per lui la libertà era iniziata tempo prima. Quando «con perizia e audacia condusse il suo reparto nelle continue azioni di guerriglia contro gli oppressori, infliggendo loro gravi perdite in uomini e mezzi», si legge nella motivazione della Medaglia d’oro al valore militare alla memoria che gli è stata conferita. «Alla testa delle sue compagnie attaccò forti, importanti posizioni di resistenza tedesche scardinandole e volgendone in fuga i difensori, catturando uomini, armi e munizioni».

Pegollo lotta quasi sette mesi fra le Alpi Apuane. Poi scende in città, il tricolore stretto fra le mani: «In un ultimo attacco, alla testa di un gruppo di animosi, dopo aver infranto le estreme difese nemiche, cadeva colpito dal piombo mentre stava per issare il tricolore vittorioso sulla meta raggiunta. Fulgido esempio di ardimento e di amor patrio, immolava la sua giovane esistenza per la libertà della Patria». Quel 10 aprile per Pegollo la meta era stata raggiunta, il coraggio fino all’ultimo non lo ha abbandonato. L’esempio alla Massa “di domani” l’ha dato: la libertà si prende. Una storia tragica, quella di Pegollo, alla fine. Ma per scriverne un’altra, una storia per tutti, con un inizio migliore.

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