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2:23 am - martedì Ottobre 15, 2019

CARRARA,Video hard e ricatto a “luci rosse”: arrestato senegalese

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Spregiudicatezza non comune” e “allarmante indifferenza nei confronti delle più elementari regole delle convivenza civileper soddisfare i propri istinti sessuali”. Sono queste le parole utilizzate dal GIP del Tribunale di Massa Marta Baldasseroni nella lunga ordinanza di convalida dell’arresto del 30enne originario del Senegal, finito in manette alcune sere fa per mano dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Carrara, con l’accusa di “tentata estorsione finalizzata a commettere una violenza sessuale”.

L’indagine dei militari dell’Arma era cominciata lo scorso week-end, quando la vittima del ricatto, una donna di Carrara attualmente single, si è rivolta ai carabinieri per raccontare che un suo spasimante extracomunitario, conosciuto a Carrara alcuni mesi fa, dopo la fine della loro relazione per volere della donna, si era rifatto vivo per convincerla ad incontrarlo di nuovo e magari ricominciare quella “storia di sesso” che, senza alcun impegno, aveva appassionato entrambi per qualche tempo.

Per ottenere il suo scopo, però, l’uomo ha tirato in ballo l’esistenza di due filmini che lui aveva girato di nascosto con il telefonino durante uno dei loro momenti di intimità, minacciando di pubblicarli su un sito hard senegalese, oppure, peggio ancora, di farli vedere ai famigliari della donna che vivono a Carrara. Proprio quei filmini, mesi addietro, erano stati la causa della fine della love-story fra i due, infatti la donna non l’aveva affatto presa bene quando si era rivista in quei cortometraggi che il giovane le aveva mandato sul telefonino, al punto che gli aveva ordinato di cancellarli immediatamente. In seguito, non avendo gradito quel “gioco” perverso, la donna aveva troncato ogni rapporto con lui.

Nel momento in cui la donna si è resa conto che quell’uomo faceva sul serio, ha prima pensato di cedere al ricatto pur di porre fine a quella situazione esasperante intollerabile, poi si è fatta coraggio e ha deciso di raccontare tutto ai carabinieri di Carrara. A quel punto, “pilotata” dai militari dell’Arma, la donna ha inviato un messaggio al 30enne fingendo di essere disposta ad avere con lui un ultimo rapporto sessuale, a condizione che cancellasse definitivamente i due video che la ritraevano in atteggiamento intimo. La risposta dell’extracomunitario al messaggino utilizzato come “esca” che i carabinieri avevano suggerito alla donna, è stata lapidaria al punto da non lasciare alcun dubbio sulle intenzioni del ricattatore: “se fai quello che voglio ti lascio stare”.

A quel punto i militari dell’Arma hanno organizzato la “trappola” per incastrare l’autore dell’estorsione a sfondo sessuale. Dopo aver microfonato la donna per ascoltare simultaneamente le conversazioni con il 30enne, si sono appostati nei pressi del parcheggio dell’Ospedale di Carrara e hanno assistito in diretta all’incontro fra i due. Di lì a poco, dopo che lo straniero ha fatto salire sulla propria auto la donna, per poi ripartire dirigendosi verso la periferia della città alla ricerca di un luogo appartato dove appagare i propri istinti sessuali, i militari dell’Arma sono entrati in azione e lo hanno arrestato in piena flagranza di reato.

L’uomo ha subito confessato sia di aver girato i due video pornografici all’insaputa della donna, sia di averla minacciata per costringerla ad avere rapporti sessuali con lui. I carabinieri, inoltre, hanno anche perquisito l’abitazione dello straniero controllando tutti i telefonini nella sua disponibilità, ma alla fine è emerso che i due fimini “a luci rosse” li aveva già cancellati tempo addietro, perciò aveva fatto credere alla vittima di averli ancora, esclusivamente per spaventarla.

Il pubblico ministero Marco Mansi, informato dell’esito delle indagini, ha disposto di accompagnare il 30enne in carcere. Nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto, l’uomo nel rispondere alle domande ha sminuito la gravità dei fatti, pertanto, come si legge nel provvedimento firmato dal giudice Marta Baldasseroni, è “altamente verosimile che non sia nuovo ad analoghi comportamenti”.

Il 30enne, che rischia una pena superiore ai tre anni di reclusione, si trova adesso agli arresti domiciliari in attesa di essere processato.

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