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1:51 pm - sabato Luglio 20, 2019

Carrara,Il saluto del comune e della Regione Toscana al soprano Giovanna Casolla

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Bellissima, luminosa, coinvolgente: esattamente come la sua meravigliosa voce che l’ha portata ai vertici nel mondo della lirica in una carriera strepitosa tra i più grandi di sempre in tutti i teatri più famosi del mondo.

E’ arrivata stamani in comune a Carrara, Giovanna Casolla, amatissima e seguitissima cantante lirica napoletana, per ricevere il benvenuto dall’amministrazione comunale rappresentata dal vicesindaco Matteo Martinelli ed anche dai consiglieri regionali Giacomo Bugliani e Giacomo Giannarelli.

L’occasione dell’arrivo in città della nota soprano è il concerto che terrà domani, sabato 4 maggio, alle ore 18 presso la sede della Marmi Carrara a Nazzano insieme al tenore Amadi Lagha, al baritono Giuseppe Altomare e al basso Luca Tittoto, accompagnati al pianoforte dal Maestro Maurizio Iaccarino. L’evento fa parte della seconda edizione di “Marmo all’Opera! Il melodramma nei luoghi del marmo” organizzata dal Circolo Carrarese Amici della Lirica “A. Mercuriali” del presidente Carlo Menconi, con il sostegno del Comune di Carrara.

A ruota libera,sollecitata dalla stampa e da un gruppo di suoi fans che sono accorsi ad accoglierla in sala di rappresentanza, Giovanna Casolla, ha ripercorso alcune tappe importanti della sua carriera e si è levata anche qualche sassolino dalle scarpe sia nei confronti del mondo della lirica sia nei confronti della considerazione che la politica ha nei confronti della cultura.

“A un certo punto della carriera certe cose bisogna denunciarle.” ha esordito la cantante che ha colto l’occasione della presenza di due consiglieri regionali per ricordare loro l’inutilità della creazione a Firenze di un nuovo teatro lirico, a suo giudizio, poco congeniale alle esigenze dei cantanti lirici.

La Casolla, insieme a Carlo Menconi, ha ricordato le sue molte esperienze di fronte al pubblico di Carrara: “Il mio rapporto con i carraresi è sempre stato ottimo – ha detto la Casolla – Una cinquantina di loro sono venuti addirittura ad ascoltarmi a Berlino quando cantavo ne “La Gioconda”. Sono persone molto calorose, altrimenti non sarei qua.” Menconi ha ricordato la prima volta della grande cantante a Carrara, nel 1997, agli Animosi: una performance incastrata tra le prove di un’opera a Catania, a cui la Casolla non si è sottratta nonostante la difficoltà di voli e coincidenze sia all’andata sia al ritorno ed anche il concerto a scopo benefico in via del Plebiscito che raccolse diecimila euro a favore del presidente di un’associazione degli amanti della lirica che aveva perso la casa nel terremoto in Emilia e ancora il concerto per i 150 anni dell’Unità d’Italia, che si tenne in un’aula magna dell’Accademia di Belle Arti stracolma di gente.

“La mia passione per la lirica è nata quando ero molto piccola. In casa mia tutti erano appassionati di musica: mia madre suonava il violino, mia sorella il pianoforte. Una volta mi portarono all’opera a sentire Renata Tebaldi e io capii che quello era ciò che volevo fare nella vita. – ha raccontato la Casolla – A 14 anni ho fatto l’audizione per entrare nel conservatorio di Napoli di fronte la maestro Iacopo Napoli e a un’assemblea di docenti che voleva posticipare la mia entrata di due anni, data la mia giovane età. Ma la mia foga di voler cominciare a studiare canto era tale che alla fine li ho convinti a farmi accedere all’anno sperimentale dal quale, grazie ad un ottimo insegnante, sono passata direttamente al secondo anno ed ho proseguito i miei studi fino alla fine del percorso. A 17 anni sono entrata nel coro del Teatro San Carlo di Napoli dove sono rimasta per dieci anni e dove le mie colleghe dicevano che io ero una “ cooperativa di soprani” per la potenza della mia voce. Nel frattempo mi sono sposata ed ho avuto tre figli. Nel 1977 ho deciso di ricominciare a studiare gli spartiti da solista ed ho avuto l’occasione straordinaria di essere scelta da Nino Rota e da Eduardo De Filippo per interpretare l’opera Napoli Milionaria nel ruolo che era stato pensato per la Callas. L’esperienza con Eduardo è stata fondamentale, anche se faticosissima con otto di prove al giorno, perché mi ha insegnato tutto quello che è necessario sapere della parte scenica di un’opera. Dopo di lui non ho temuto nessun altro regista ed ho cercato di carpire tutti gli insegnamenti dalla sua grande competenza. Con lui ho compreso che è fondamentale credere in ciò che si fa e nel personaggio che si interpreta perché è solo così che si riuscirà a trasmettere l’emozione al pubblico.”

I numeri della carriera di Giovanna Casolla parlano da soli: 560 repliche di Tosca; circa 500 di Turandot nella quale ha interpretato tutti i finali che sono stati scritti a completamento dell’opera dai più famosi di Alfano e Berio a quelli di un autore cinese; ha cantato quasi tutte le opere più celebri del repertorio lirico e duettato con tutti i più grandi tenori, tra i quali ha ricordato Placido Domingo come uno dei più intensi nella performance sul palco. Di tutti i ruoli interpretati, il più caro è quello di Manon Lescaut, perché, come ha spiegato stamani, riusciva ad immedesimarsi completamente fino a piangere sul serio durante la scena. E’ stata la prima cantante lirica ad aver cantato nella Città Proibita in Cina nel 1997 e ad aver aperto la strada alla grande diffusione della lirica che da qualche anno si sta registrando nel paese. “ Sono stata in Cina ad inaugurare tre teatri meravigliosi creati apposta per la lirica dotati di ogni comfort per gli artisti e mi sono chiesta perché in Italia non ci sia la stessa cura per i teatri.” Ha detto la cantante che ha poi sollecitato il vicesindaco sulla questione del teatro Animosi, ancora chiuso: “ Lo riapriamo prima che finisco di cantare? – ha provocato la Casolla- Quando lo riaprirete verrò a cantare all’inaugurazione.”.

“La biografia di Giovanna Casolla è la storia di una dote naturale prodigiosa: 42 anni di carriera da solista e 10 anni nel coro – ha detto Carlo Menconi – e ancora la voce è intatta.”

“E’ stata la scelta oculata del repertorio a farmi mantenere la voce – ha spiegato la Casolla- Non ho voluto subito cominciare la mia carriera cantando Turandot. Quando mi offrivano ruoli di questo livello, rifiutavo perché mi dicevo: se parto cosi quanto posso durare?Ho sempre creduto che la voce è la nostra terra : se ci butti i semi tutti insieme la bruci, ma se ci metti i semi giusti si coltiva. Ho cantato per 20 anni tante opere moderne e poi ho fatto Turandot e mi ci sono avvicinata con timore. Sono sempre stata un passo indietro rispetto a quello che potevo fare, ho sempre cercato di essere umile. Per mantenere la voce i consigli sono questi:scelta oculata , studio costante, tanti sacrifici, tanta solitudine che poi viene gratificata dalla risposta del pubblico.”

Il maestro Maurizio Iaccarino che collabora da dieci anni con la cantante ha detto : “ Lavorare con Giovanna Casolla è un’espereinza bellissima pechè quando canta fa vivere il teatro. Solo con lei ho potuto vedere chi era veramente Tosca e gli altri personaggi celebri della lirica. Ho imparato molto anche umanamente e ascolto sempre i suoi consigli.”

Il conisigliere regionale Bugliani a nome della Regione Toscana ha consegnato alla cantante una targa con il simbolo della Toscana. “E’ un onore per la regione averla a Carrara- ha detto Bugliani- Oggi ci ha fatto capire mesaggi importanti: i grandi risultati nella vita si ottengono con grande fatica e grande impegno. In questi tempi in cui sembra che il successo sia quasi una pretesa è fondamentale ricordare che per ottenerlo sono necessari molti sacrifici.” Bugliani ha ringraziato l’Associazione degli Amici della lirica e tutte le associazioni culturali del territorio per il lavoro che svolgono per promuovere la cultura anche e spesso quando questa rimane accantonata dalle politiche amministrative ed ha ricordato l’importanza del supporto delle istituzioni nei confronti delle associazioni culturali.

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