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8:06 pm - domenica Agosto 25, 2019

Carrara,due chili di droga “griffata” nascosta nel forno a microonde: blitz dei carabinieri

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Anche l’ultima operazione antidroga portata a termine dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Carrara, ha confermato come siano sempre più fantasiosi i nascondigli utilizzati dagli spacciatori per nascondere la propria “merce” illegale. Questa volta ben ventuno panetti di hashish del peso complessivo di quasi due chili e mezzo erano nascosti dentro un forno a microonde posizionato in uno scantinato adibito a dormitorio.

Ilblitz dei militari dell’Arma è scattato sabato pomeriggio, quando si sono presentati con i cani antidroga all’indirizzo di un extracomunitario 53enne, originario del Marocco, ritenuto un trafficante di stupefacenti di un certo “peso” visto che nel 2003 era stato arrestato a Torino nel corso di un’importante indagine dei carabinieri, che all’epoca aveva consentito di smantellare un’associazione a delinquere dedita al traffico di droga, con il sequestro di oltre trecento chili di hashish.

La scorsa settimana, i carabinieri di Carrara, utilizzando vari travestimenti per non farsi riconoscere, hanno tenuto d’occhio l’abitazione dello straniero, ubicata in Via Carriona ad Avenza, dove non era passato inosservato un viavai di persone sospette che il più delle volte si intrattenevano in prossimità di un sottoscala vicino il cancello d’ingresso.

Alla fine, i militari dell’Arma si sono organizzati per passare all’azione, insieme ai cani antidroga provenienti dal nucleo cinofili dei carabinieri di Firenze. Mentre una prima squadra di uomini in borghese ha seguito e poi fermato il 53enne al centro dell’indagine all’interno di una sala giochi di Avenza, una seconda aliquota di carabinieri ha fatto irruzione nell’abitazione di Via Carriona, dove in corrispondenza del sottoscala già notato nei giorni precedenti, hanno accertato l’esistenza di uno scantinato adibito a dormitorio, provvisto di letti, televisore, punto cottura e vari elettrodomestici collegati ad un impianto elettrico artigianale e pericoloso.

In quel locale, è stato trovato un 40enne originario del Marocco, operaio presso una Ditta di Carrara che opera nel settore del marmo, che riferiva di essersi separato dalla moglie pertanto aveva lasciato la propria abitazione, potendo contare sull’ospitalità del suo connazionale, che a sua volta dormiva nello stesso scantinato a causa dei rapporti burrascosi con la propria famiglia che occupava regolarmente l’appartamento al piano superiore.

I carabinieri, però, affatto convinti dalla versione riferita dallo straniero, si sono ulteriormente insospettiti e hanno dato inizio alla perquisizione di tutto lo stabile, a cominciare proprio dallo scantinato.

Appena il cane antidroga ha fatto ingresso in quel locale, la sua reazione ha subito lasciato intendere che c’era qualcosa che non andava, infatti ha cominciato a “segnalare” la presenza di stupefacenti e poi si è diretto verso un angolino adibito a “zona cucina”, dove con la zampa ha cominciato a raschiare lo sportello di un fornetto a microonde. Quando i carabinieri hanno aperto il forno, hanno trovato una borsa contenente 21 tavolette di hashish, del peso complessivo di quasi due kili e mezzo.

Quando il 53enne fermato poco prima in sala giochi ha raggiunto la propria abitazione accompagnato dai carabinieri, non ha potuto fare altro che ammettere le proprie responsabilità riguardo il possesso di quell’ingente partita di droga, che per sua stessa ammissione doveva essere rivenduta al prezzo di due euro al grammo.

Alcune tavolette di droga fra l’altro, presentavano sulla confezione un particolare “etichetta” corrispondente alla riproduzione del marchio di una nota casa di moda francese,confermando una pratica utilizzata frequentemente dai produttori e dagli spacciatori di droga per rendere le sostanze stupefacenti immesse sul mercato più invitanti e accattivanti per gli acquirenti, oltre che per differenziarne la “qualità”.

A quel punto, il 53enne è stato arrestato con l’accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio, in concorso con il suo connazionale trovato nello scantinato al momento del blitz, ritenuto dai carabinieri il “custode” della partita di stupefacenti nascosta nel fornetto a microonde.

I due sono stati quindiportati in carcere, come disposto dal pubblico ministero Marco Mansi, informato dell’esito dell’operazione. Dopo la convalida dell’arresto che si è tenuta martedì pomeriggio dinanzi al GIP Dario Berrino, per entrambi è stata confermata la misura carceraria.

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