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6:41 am - domenica Agosto 25, 2019

CARRARA,Basta gadget e buoni pasto, ai giovani serve lavoro. Con-Vivere li paghi»

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Cambiano le persone sedute nelle poltrone ma le politiche restano identiche, anche quest’anno il festival Con-Vivere sfrutterà il lavoro di molti giovani chiedendogli di fare i volontari». Il collettivo Massa Città in Comune contesta gli organizzatori del festival Con – Vivere che affideranno ad una serie di volontari la gestione della manifestazione culturale.

«Buoni pasto, assicurazione contro gli infortuni, gadget del festival e un attestato di partecipazione. Questa è la retribuzione che i ragazzi e le ragazze del festival riceveranno per quella che ormai è una prassi di sfruttamento del lavoro. Ci saremmo aspettati che gli onorevoli Bottici e Ricciardi, sostenitori del salario minimo, intervenissero in questi mesi nelle vicende della Fondazione Carrara per imporre una sterzata nei comportamenti degli amministratori di diretta emanazione stellata. Niente è stato fatto e siamo qua a dover denunciare la totale assenza di una retribuzione salariale per coloro che sono a tutti gli effetti dei lavoratori. Stendiamo un velo pietoso sulla maggioranza che guida la Fondazione Carrara che, ancora oggi, è espressione dei vecchi poteri, il patto fra correnti del PD e della Lega ha portato a confermare le vecchie pratiche politiche dove si retribuiscono i consiglieri di amministrazione e si affamano i volontari per il tramite della società di scopo Fondazione Progetti. Qualche stipendio più basso e qualche trasferimento maggiore a questa controllata in perdita potrebbe essere utile allo scopo di garantire dignità al lavoro».

«C’è ancora tempo per l’asse politico PD, Lega e 5 Stelle, che governa la Fondazione Carrara, per trovare le risorse necessarie volte a garantire una retribuzione minima ai giovani lavoratori. Un reddito di cittadinanza per dare un segnale di diversità a “una manifestazione unica nel suo genere a livello nazionale”. E’ di questi giorni la polemica sui volontari del Jova Beach Party che si terrà anche Viareggio, adesso Carrara ha l’occasione di dare un segnale diverso mostrando come si possa fare un festival in cui non c’è volontariato ma personale retribuito con una paga regolare. Dopo aver dibattuto di lavoro nella scorsa edizione ci saremmo aspettati che il Comitato del Festival proponesse un’inversione di tendenza, dunque chiediamo, visto il tema dell’edizione 2019, di retribuire il lavoro dei ragazzi permettendogli quella “formazione come uomo” che passa attraverso un salario in cambio di lavoro. Citando Remo Bodei “il lavoro finirà per perdere il ruolo svolto per millenni e le società correranno il rischio di sgretolarsi” se si continuerà a chiedere volontariato in cambio di gadget e buoni pasto. Fra gli sponsor ci sono alcune società del marmo fra le più ricche del territorio e con utili milionari, crediamo non gli costerà nulla frugarsi nelle tasche e retribuire i lavoratori del festival, è sempre utile farsi belli con un po’ di responsabilità sociale di impresa».

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Pontremoli Foto Festival 2019

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