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«Basta con Gaia, l’acqua a una municipalizzata»

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Si torni alle vecchie società municipalizzate.

Almeno questa è l’idea del sindaco di Tresana, Matteo Mastrini, il quale illustrerà la propria idea di riportare la gestione degli acquedotti nell’alveo di questa forma societaria questa sera, alle ore 20,30, presso la sala consiliare del municipio a Barbarasco di Tresana.

Infatti, nell’occasione sarà presentato lo statuto dell’Azienda speciale per l’acqua pubblica, il cui nome è Lunigiana Bene Comune, un nome che «è stato mediato – spiega Mastrini – dal Comune di Napoli, che ha rimunicipalizzato l’acqua grazie al sindaco Luigi De Magistris». Immediatamente la mente corre a Gaia s.p.a., la società per azioni interamente pubblica che gestisce gli acquedotti in quasi tutti i Comuni della Lunigiana, escluso Zeri. Perchè questa azione di Mastrini pare volere porsi in contrapposizione proprio con Gaia; non a caso il sindaco di Tresana non manca di fare notare quanto segue: «Gaia ha gli stessi dipendenti del Comune di Massa, oltre 400 persone, ma l’ammontare degli stipendi che vengono erogati da Gaia è il doppio». Tra l’altro, all’incontro di stasera sarà presente il presidente di Gaia s.p.a., Vincenzo Colle, e Mastrini ci tiene a precisare che «chi ci mette la faccia, va sempre apprezzato. Quindi, presenterò ai cittadini Lunigiana Bene Comune e darò loro la possibilità di fare domande al Presidente Colle, perché sarà un’assemblea pubblica aperta alla partecipazione popolare».

Un’assemblea in cui verrà esposto lo statuto di Lunigiana Bene Comune, la cui premessa recita: «L’acqua spetta a tutti ed a ciascun cittadino, in ragione di un quantitativo minimo corrispondente al fabbisogno vitale, da somministrarsi in via tendenzialmente gratuita e, comunque, a prezzi inferiori a quelli di mercato, poichè direttamente e funzionalmente collegato al godimento dei diritti fondamentali che, tanto per l’ordinamento costituzionale italiano, quanto per lunga, risalente e condivisa elaborazione in seno alla civiltà europea, sono riconosciuti all’umana persona».

«Sono un liberale – prosegue il sindaco di Tresana – e sono distante anni luce da un modello statalista autoritario: per me pubblico significa aperto. L’azienda dovrebbe avere sede legale in Lunigiana perche è dimostrato che le aree vaste non funzionano. Non funzionano in tema di rifiuti, di acqua, di energia in generale. Lunigiana Bene Comune non deve avere fini di lucro e deve perseguire il pareggio di bilancio, e i criteri fondamentali del suo operare devono essere l’economicità, l’ecologia, l’efficienza e la solidarietà sociale in attuazione dei principi di informazione e partecipazione democratica».

Infine, un appello ai candidati alle prossime elezioni amministrative: «Sul sindaco di Zeri, Egidio Pedrini, non ho dubbi, visto che è riuscito a non entrare in Gaia. Il problema è per chi si trova in Gaia a causa delle scelte delle amministrazioni Pd. Ai candidati chiedo di inserire nel programma l’uscita da Gaia s.p.a. – conclude Mastrini – e agli amministratori di aiutarmi a scrivere lo statuto di Lunigiana Bene Comune».

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