Secondo l’astrofisico Avi Loeb, gli alieni sono già passati di qua

Secondo l’astrofisico Avi Loeb, gli alieni sono già passati di qua

12 Febbraio 2021 Off Di redazione
Spread the love

Lo scienziato statunitense Avi Loeb sostiene a gran voce – sui giornali, in un libro e in ogni altro media disponibile – che ‘Oumuamua, il visitatore interstellare che nel 2017 sfrecciò attraverso il sistema solare, potrebbe essere stato il relitto di un manufatto alieno. In questa intervista, Loeb spiega perché la possibilità è stata scartata troppo rapidamente e perché questo modo di procedere va contro la natura dell’impresa scientifica

Abraham “Avi” Loeb non è nuovo alle dispute. Il prolifico astrofisico della Harvard University ha eseguito ricerche pionieristiche e provocatorie su buchi neri, lampi gamma, universo primordiale e altri argomenti standard del suo settore. Da oltre un decennio però si dedica anche a un tema più controverso: gli alieni, e come trovarli. Fino a poco tempo fa, l’impegno più noto di Loeb in questo campo era la partecipazione a Breakthrough …

Che cos’è “Oumuamura”
In effetti, ci sono molte cose che non tornano rispetto all’avvistamento di Oumuamura. Come spiega Business Insider, in un primo momento si pensava fosse un asteroide arrivato da un altro sistema solare, ma la sua velocità e traiettoria non ne giustificavano le caratteristiche: poi si è parlato di cometa, ma anche questa ipotesi è stata smentita da molti scienziati in quanto non si sono osservate tracce di coda; infine si è ipotizzato che l’oggetto interstellare fosse un oggetto ghiacciato composto solo da idrogeno molecolare (ossia fatto di molecole composte da due atomi di idrogeno) – ma Loeb, e non solo lui, contesta questa tesi. Infatti, quella nube non avrebbe potuto dare vita ad un iceberg di idrogeno molecolare tale da farlo viaggiare intatto nello spazio per così lunghe distanze.

C’è un’altra stranezza in Oumuamura che gli scienziati non riescono a spiegarsi, come rileva la rivista Le Scienze: Il telescopio spaziale Spitzer non ha rilevato alcun calore sotto forma di radiazione infrarossa provenire da Oumuamura. Data la temperatura della superficie, determinata dalla traiettoria di Oumuamura vicino al Sole, questo impone un limite superiore alla sua dimensione di centinaia di metri. Considerato questo limite dimensionale, Oumuamura deve essere insolitamente brillante, almeno dieci volte di più dei “normali” asteroidi osservati nel sistema solare. E se davvero avesse ragione Loeb? Oppure si tratta di un’astutissima strategia di marketing per vendere qualche copia in più del suo libro?