LUNIGIANA:Cosimo Ferri: “Vi racconto il caso di un giovane positivo e le sue peripezie per un tampone”

LUNIGIANA:Cosimo Ferri: “Vi racconto il caso di un giovane positivo e le sue peripezie per un tampone”

Novembre 19, 2020 Off Di redazione
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“Vi racconto una storia che deve far riflettere e che pone alcuni interrogativi che devo necessariamente rivolgere alla direttrice dell’Azienda Usl Toscana Nord-Ovest, Maria Letizia Casani”.

Così Cosimo Ferri, che ricorrendo ad un esempio tra i tanti che si stanno verificando sul territorio, espone in maniera semplice ed inequivocabile la drammatica conferma che il sistema di tracciamento è andato completamente in tilt.

“Provo a raccontarla: un giovane massese si sente la febbre va a Sarzana in un laboratorio privato ed a pagamento si fa fare il tampone: risultato positivo!”.

“Segnala la circostanza al medico di famiglia ed all’Asl e dopo cinque giorni viene invitato ad andare in un drive through ad Avenza a rifare il tampone e ha la conferma di essere positivo”.

E qui scatta la prima osservazione di Ferri: “I positivi non e’ preferibile tenerli in casa e fare il tampone a domicilio piuttosto che farli uscire?”.

“Ma andiamo avanti, questo avviene il 7 novembre. Dopo il periodo previsto per legge – prosegue l’onorevole – il giovane (così mi racconta non ho dubbi per non credergli) riprenota il secondo tampone e scopre che la prenotazione la può fare solo online dopo mezzanotte”.

E qui scatta la seconda osservazione di Ferri: “Come fanno le persone che non hanno la connessione in casa o non sono in grado di collegarsi? Non è assurdo aspettare mezzanotte? Comunque penso che con i click si vada poco lontano soprattutto nei confronti della popolazione più anziana”.

“Ebbene – continua – diligentemente il giovane segue la procedura ed a mezzanotte e cinque minuti riesce a collegarsi ma nella provincia di Massa-Carrara risulta tutto esaurito e non riesce a prenotare. Allora indica un’altra provincia (Pisa) e ottiene la prenotazione a Pontedera alle ore 23.52”. E qui scatta anche la terza osservazione di Ferri: “La cosa lo sorprende un po’: ore 23.52 ma sarà uno scherzo? No tutto vero”.

“Ho voluto condividere questa storia – commenta Ferri – per sollecitare chi comanda a riflettere e ad intervenire. Da una parte, mi ha fatto piacere vedere che si facciano tamponi 24h e ringrazio davvero di cuore gli operatori in prima linea che lavorano tantissimo, dall’altra mi sembra che l’organizzazione possa essere diversa e mi preoccupo per chi non ha i mezzi per muoversi a quell’ora, per chi è in difficoltà, per chi non sa usare internet”.

Infine, Cosimo Ferri conclude: “Mi sembra davvero che qualcosa non funzioni nella gestione dei tamponi, nei tempi di risposta, nell’organizzazione e che i cittadini si sentano abbandonati. Certamente saranno storie isolate ma è importante raccontarle per porre rimedio. Mi rivolgo alla direttrice Casani: è tutto regolare? Ha sbagliato la procedura il giovane paziente massese? Oppure c’è qualcosa da rivedere? Serve chiarezza!”.