CARRARA:Ponte Avenza, la chiusura sta producendo danni irrecuperabili. E ancora non si intravede la fine di questa farsa

CARRARA:Ponte Avenza, la chiusura sta producendo danni irrecuperabili. E ancora non si intravede la fine di questa farsa

Novembre 18, 2020 Off Di redazione
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“Ponte di Avenza: ecco il teatro dell’assurdo. La riapertura viene rinviata di settimana in settimana e intanto le aziende della zona finiscono con l’acqua alla gola. Mancano clienti, manca il giro di affari. Mancano i soldi per sfamare la famiglia e mandare avanti l’attività. Aziende che soffocano e rischiano di morire”.

Confartigianato Imprese Massa-Carrara si fa portavoce degli imprenditori di Avenza, danneggiati dall’interruzione del traffico dovuta ai lavori sul ponte di via Menconi, iniziati da mesi e per i quali ancora non esiste un termine certo.
“Ecco il classico esempio della burocrazia all’italiana: un’opera iniziata nell’estate del Covid, che ha arrecato danni in una fase che doveva dare respiro a tutti, e che ancora non vede la luce ora che l’emergenza sanitaria è tornato al suo apice. Basta chiacchiere: aprite il ponte!” – è lo sfogo del direttore di Confartigianato Massa-Carrara, Gabriele Mascardi.

Sono tante le segnalazioni arrivate all’associazione di categoria, di cui si è fatta portavoce in particolare Anna Barbieri, titolare della Pizzeria Lavenza: “E’ l’unica strada che consente di passare dalla zona senza fare giri infiniti, e tenerla chiusa così a lungo sta provocando danni irrecuperabili – ha sottolineato la ristoratrice – soprattutto in una fase così critica come quella dovuta alla diffusione del virus. Prima doveva aprire il 20 ottobre, poi il 6 e ancora il 10 novembre. Insomma, siamo a fine mese e non si vede la fine di questa farsa. C’è chi tira in ballo le compagnie dei sottoservizi, colpevoli di non aver spostato in tempo le linee. Qualcuno chiama in causa la Regione, altri la ditta appaltatrice. Un rimpallo di responsabilità che non dà alcuna soddisfazione a cittadini e imprenditori. Soprattutto non dà risposte. A poco servono i richiami del Comune di Carrara se poi non si decidono di applicare le penali del caso. Non si rispettano i tempi? Si paga dazio, come accade in tutto il mercato privato. E di questo deve farsene carico la Regione, ente appaltatore”.
“E’ ora di passare dalle parole ai fatti – ha aggiunto infine Mascardi – e che le Istituzioni intervengano con tutti gli strumenti che hanno a disposizione. Quel ponte deve aprire e presto: lo devono ai cittadini, alle imprese e a tutto il territorio ridicolizzato da questa farsa teatrale”.