Accorpare le tre aziende incaricate della gestione dei rifiuti sul territorio provinciale: il suggerimento di Fit Cisl

Accorpare le tre aziende incaricate della gestione dei rifiuti sul territorio provinciale: il suggerimento di Fit Cisl

Novembre 18, 2020 Off Di redazione
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Un monito importante per la gestione dei rifiuti sul territorio provinciale viene da Luca Mannini, segretario presidio Fit Cisl Massa Carrara che ha fatto notare come, l’entrata delle aziende locali in Rete Ambiente, sia da considerare come un punto di partenza e non di arrivo e che l’obiettivo da perseguire sia quello degli accorpamenti tra aziende pubbliche dei rifiuti del territorio.

Secondo Fit Cisl sia Amia, trasformata poi in Nausicaa su Carrara, sia Asmiu du Massa, sia il servizio di raccolta della Lunigiana hanno seguito percorsi virtuosi nel corso degli ultimi anni che le hanno portate a migliorare il servizio e a investire nella raccolta differenziata. “Tuttavia tutto questo impegno da parte delle amministrazioni comunali della nostra provincia – ha detto Mannini – rischia di essere vanificato se non si riesce a fare sinergia. Tre SOL , Società Operative Locali sul nostro territorio infatti sono troppe. Tre SOL che non hanno i numeri dalla loro parte. In area vasta abbiamo a che fare con colossi come GEOFOR di Pisa che ha 600 dipendenti e serve 371 mila abitanti,ERSU che opera in sette comuni della Versilia e Montignoso per 112 mila abitanti con 360 dipendenti, AAMPS di Livorno che entrerà in area vasta nel 2022 con 330 dipendenti e 158 mila utenti. Se non si arriva in un futuro prossimo ad un accorpamento tra aziende del nostro territorio, si rischia di essere fagocitati in un secondo momento da SOL più grandi già esistenti e strutturate, rischiando di non contare più nulla sul panorama dei Rifiuti Regionale. L’Azienda di Trasporto Pubblico CTT Nord, dove nel Consiglio di Amministrazione della Società non ci sono rappresentanti del nostro territorio ne è il classico esempio.”

Mannini ha ricordato che Rete Ambiente era nata per ottimizzare le risorse pubbliche ed arrivare al taglio dei tantissimi consigli di amministrazione che proliferavano su tutti i territori. Se non vi è accorpamento non ci può essere ottimizzazione e taglio dei costi. Si rischia che il taglio dei costi, in ogni caso necessario per abbassare la TARI, ricada sui lavoratori mediante il taglio dei loro stipendi.

“Rete Ambiente da sola non è sufficiente. – ha concluso Mannini – Bisogna fare uno sforzo mentale tra i vari comuni del nostro territorio. In Versilia tra ERSU e SEA Ambiente abbiamo assistito nel recente passato ad uno scontro legale e mediatico senza precedenti. A distanza di pochi mesi stanno accorpandosi in nome e per conto dell’interesse pubblico. Uniamoci dunque per poter contare ed e poter dire la nostra in ambito regionale sul mondo dei rifiuti, un mondo importante sia sul fronte dell’offerta occupazionale sia dal punto di vista della salute dei cittadini.”.