CARRARA:In attesa di tampone rientra a scuola e poi si scopre che è positiva: caos in una classe delle medie di Marina

CARRARA:In attesa di tampone rientra a scuola e poi si scopre che è positiva: caos in una classe delle medie di Marina

Novembre 15, 2020 Off Di redazione
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I numeri in crescita esponenziale della seconda ondata della pandemia hanno fatto saltare tutti i protocolli e rese evidenti falle che, con una quantità più contenuta di contagi, avrebbero potuto non causare alcun problema passando totalmente inosservate.

E’ il caso del protocollo scolastico per la gestione di casi covid nelle classi, apparso fino ad ora ineccepibile, ma che invece nella massima esplosione dei contagi ha rivelato la sua fragilità. E’ accaduto in una classe della scuola media Michelangelo Buonarroti di Marina di Carrara in questi giorni.

A raccontare i fatti sono stati un gruppo di genitori dei ragazzi: “Tutto è cominciato oltre due settimane fa con la notifica di un caso di positività tra gli alunni. La procedura è scattata in maniera perfetta: il ragazzo è rimasto isolato e il resto della classe è andato in quarantena con la possibilità di rientrare a scuola dopo dieci giorni, presentando l’esito negativo del tampone effettuato il decimo giorno, oppure dopo 14 giorni, senza aver effettuato il tampone, presentando la certificazione dell’Asl consegnata via mail al momento della notifica dell’inizio della quarantena preventiva. Alcuni ragazzi hanno scelto la seconda strada e dopo quattordici giorni sono rientrati a scuola; altri hanno effettuato il tampone ma, essendo in ritardo la risposta del laboratorio per la congestione attuale del servizio, dopo il quattordicesimo giorno sono rientrati ugualmente a scuola usando la certificazione che la Asl aveva inviato anche a loro. Dopo due giorni, però, è arrivata la risposta del tampone per una ragazzina già rientrata a scuola e si è scoperto che era risultata positiva, se pur con una carica virale molto bassa”.

Da qui l’allarme e il disappunto dei genitori ed anche l’inevitabile caos di informazioni tra chat di classe, scuola e Asl. Abbiamo sentito al riguardo il professor Andrea Fialdini, referente covid per la media Buonarroti che ha assicurato di non aver ricevuto alcuna comunicazione da parte di Asl circa il nuovo caso di positività della ragazzina uscita dalla quarantena e di non aver dato indicazioni ai rappresentanti dei genitori per suggerire di tenere i figli a casa da scuola.

Di fatto, però, il giorno dopo la diffusione del secondo caso di positività, quasi tutta i genitori hanno scelto di tenere a casa i propri figli e gli unici due che invece li avevano mandati a scuola sarebbero stati invitati a riportarli a casa. L’empasse è durato fino al giorno successivo, cioè ieri, quando ai ragazzi è stato di nuovo dato il via libera per tornare a scuola: “Ci è stato riferito – hanno continuato i genitori – che la nuova quarantena per tutta la classe non poteva essere attivata perché il tampone della ragazzina era a carica virale bassa, per cui solo la ragazzina restava in isolamento fiduciario in attesa di tampone molecolare mentre il resto della classe poteva rientrare a scuola con autocertificazione di un giorno per motivi no covid. Ci hanno anche detto che sarà la Asl a decidere come procedere solo se il nuovo tampone della ragazzina dovesse risultare positivo.”.

La perfetta macchina della gestione dei casi covid nelle classi frana quindi sia per i ritardi, purtroppo ormai inevitabili, nei tempi di risposta ai tamponi, ma anche e soprattutto, per un ancor diffuso approccio superficiale alla gravità del problema, favorito sicuramente dalla doppia scelta lasciata ai genitori delle modalità per far rientrare a scuola i figli che sono stati a contatto con un compagno positivo. Insomma l’ennesimo cane che si morde la coda e l’ennesima goccia di malumore in un tempestoso mare di preoccupazione e rabbia repressa.