Multiservizi, la protesta di lavoratori in piazza Aranci:Contratto nazionale o sciopero generale

Multiservizi, la protesta di lavoratori in piazza Aranci:Contratto nazionale o sciopero generale

Ottobre 16, 2020 Off Di redazione
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Questa mattina in piazza Aranci si è alzato il coro unito di Cgil Filcams, Cisl Fisacat e Uiltrasporti a sostegno dei lavoratori appartenenti alla categoria multiservizi. Ovvero, tutte le persone coinvolte in attività di pulizie, igienizzazione, trasporto, manutenzione di aree verdi e altri impieghi ausiliari.

Da ormai 7 anni, questo settore non dispone di un contratto collettivo nazionale a tutela dei diritti dei lavoratori. Mancanza che lascia esposta la categoria e che, nel corso di questi ultimi anni, nessuno ha voluto colmare causando rabbia e mal contento tra le persone coinvolte. Per questo, lo scorso 7 ottobre i tre sindacati confederali hanno deciso di unirsi per lanciare una mobilitazione nazionale che culminerà il 21 ottobre con la manifestazione di Roma, che riunirà lavoratori e lavoratrici da tutto il territorio italiano sotto la sede del Ministero della Salute.
Proseguendo su questa linea, le delegazioni provinciali dei sindacati hanno deciso di procedere con il sit-in di protesta svoltosi questa mattina in una Piazza Aranci ancora bagnata dalla pioggia della notte.
Decine di persone, distanziate e con mascherina, hanno preso parte alla protesta prima che degli emissari di ciascun sindacato entrassero a colloquio con il prefetto.

«O si arriverà finalmente al contratto collettivo – dichiara Sebastiano Salaro della Cgil Filcams – o ci sarà uno sciopero generale.» Un messaggio forte e chiaro ai vertici delle associazioni datoriali che, a detta della controparte, si rifiutano di sedere al tavolo delle trattative. «Qui presenti ci sono persone che si occupano di trasporto farmaci, igienizzazione di locali, farmacisti e lavoratori e lavoratrici del Cup. Se si dovessero fermare loro, sarebbe un problema.»
Durante la pandemia, gli “invisibili” hanno assunto un ruolo centrale nella ripresa del paese durante e dopo il lockdown generale. Per questo motivo, lavoratori e lavoratrici hanno deciso di scendere in piazza nel tentativo di far ascoltare la loro voce. Voce arrivata ai vertici della prefettura di Massa-Carrara: «Il prefetto è stato disponibile a riceverci – racconta Salaro – e ci ha comunicato che manderà una lettera al Ministero degli Interni e a quello della Salute. La situazione è delicata, nessuno ancora vuole sedersi al tavolo con noi. Se continua così, lo sciopero è inevitabile.»