Finalmente il consiglio comunale di Montignoso, ma niente streaming

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Venerdì 22 maggio si è tenuto il primo consiglio comunale montignosino post coronavirus.

Il consigliere comunale Andrea Cella fa il punto su alcuni argomenti trattati: “Da gennaio ad oggi non si è tenuta nessuna riunione nemmeno a distanza o in videoconferenza, percui gli argomenti del consiglio sono stati molteplici e la seduta si è protratta per oltre 4 ore.” – spiega l’esponente leghista – “Devo constatare con dispiacere che la seduta in videoconferenza non era però trasmessa in streaming, ciò limita la possibilità per i cittadini di ascoltare e partecipare. Spero quantomeno che la registrazione del consiglio sia resa disponibile sul sito web del comune il prima possibile. Ho chiesto rassicurazioni sulla possibilità di riprendere anche le commissioni comunali, dato che è necessaria una riunione della commissione di controllo sulla discarica di cava fornace di cui sono Presidente. A breve la potrò convocare. Ancora troppo presto invece, a detta del Sindaco, per conoscere se siano state studiate misure economiche da parte dell’Amministrazione Lorenzetti per aiutare cittadini e imprese: non è quindi ancora chiaro se il comune agirà su riduzioni TARI, COSAP o IMU, oltre che sulle concessioni demaniali che i gestori delle spiagge pubbliche attrezzate devono, di norma, ogni anno corrispondere alle casse comunali. Attendiamo speranzosi.”
Manuela Aiazzi, esponente di Fratelli d’Italia Montignoso, puntualizza la situazione sulla trasmissione e pubblicità dei consigli comunali: “Dopo mesi e mesi di inattività il comune di Montignoso ha deciso finalmente di convocare il consiglio straordinario, ma a “porte chiuse”; non a causa dell’emergenza sanitaria, ma semplicemente perché la piattaforma con cui ieri sera si è svolta la seduta non consente di partecipare ai cittadini. Tale comportamento è inaccettabile, perché viola i principi cardine del sistema ed in particolare quelli sulla partecipazione e trasparenza. Norme posta a tutela di chi viene governato affinché lo stesso possa controllare l’operato degli eletti. Questo non è consentito nemmeno in un periodo di emergenza sanitaria, perché i diritti, nonostante il corona virus, continuano a “vivere” e per ciò debbono essere rispettati. W la legalità.”

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