Tagli alle scuole in regione e provincia, Ferri interroga la Ministra dell’Istruzione

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“Ho presentato l’interrogazione parlamentare che avevo preannunciato nei giorni scorsi alla Ministra dell’Istruzione Azzolina in merito alla determinazione, assunta dall’ufficio regionale scolastico della Toscana, di ridurre di 118 unità i posti comuni del personale docente in Toscana, riduzione che comporterebbe la soppressione di almeno 50 classi.

Risulta, in particolare, fortemente penalizzata la provincia di Massa Carrara dove il corpo docente passerebbe da 2139 unita a 2105 con la conseguente diminuzione di un numero fra le 20 e 30 classi”. A dirlo è Cosimo Maria Ferri in una nota alla stampa.
“Tale disposizione non tiene conto dei problemi inerenti l’edilizia scolastica, essendo presenti nella provincia di massa Carrara tante strutture inagibili o non a norma e quindi inadeguate a contenere un numero elevato di studenti, non prende in considerazione la tipicità degli alunni della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria, caratterizzata da una forte presenza di partecipazione sensoriale nel processo educativo”. “Non si tiene neppure conto – prosegue Ferri -, della necessità di supportare la permanenza in aree particolarmente svantaggiate, pur se strategiche nella loro posizione, anche in una ottica interdisciplinare di salvaguardia del territorio. Ritengo assurda tale decisione alla luce della situazione che l’emergenza covid 19 ha creato e in prospettiva delle misure che da settembre dovranno essere adottate per fare tornare i nostri ragazzi a scuola in sicurezza. Sarebbe quindi opportuno e doveroso limitare gli spostamenti degli stessi, evitare un numero di studenti per classe lesivo del rispetto delle limitazioni in ordine al distanziamento interpersonale;in particolare in una provincia come quella di Massa Carrara che, specie in alcune aree particolari quali la Lunigiana, è stata duramente colpita dalla pandemia.
ll diritto alla salute, alla sicurezza e alla formazione di studenti e lavoratori può essere salvaguardata solamente riducendo i numeri degli allievi per classe e mantenendo, quindi, lo stesso numero di posti docenti del precedente anno scolastico”.

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