CORONA VIRUS, altri 26 posti letto al vecchio ospedale di Massa

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Questa mattina sono stati completati i lavori per l’allestimento di 26 posti letto per pazienti affetti da covid-19 nel vecchio ospedale di Massa. Sono stati trasferiti lì i pazienti covid già ricoverati nell’ex pronto soccorso del monoblocco di Carrara.

Si sta completando, quindi, l’intera operazione di dotare la struttura di Carrara di 40 posti letto per pazienti no Covid, i primi 20 saranno attivi entro maggio, e il Santi Giacomo e Cristoforo di 28 posti di cure intermedie che potranno essere aumentati in base alle esigenze che si verificheranno.

In entrambe le strutture sono presenti anche posti “silenti” di terapia intensiva, che in caso di necessità saranno attivabili immediatamente, 14 a Carrara e 25 a Massa. «Un impegno reale e importante – commenta l’Asl Toscana nord ovest – per l’intera provincia e per tutta la comunità, che andrà a favore di tutti coloro che non sono completamente guariti dal Covid e quindi bisognosi di monitoraggio costante e anche di chi è in dimissione ma è ancora in grado di tornare al proprio domicilio, tale organizzazione sarà un notevole supporto per una migliore presa in carico dei pazienti cronici che necessitano di stabilizzazione e di ricovero per brevi periodi».

«L’intero progetto – prosegue l’Asl – è stato un investimento sia in termini strutturali, sia per quanto riguarda l’assunzione di nuovo personale sanitario, infatti sono entrati in servizio circa 15 infermieri, 30 Oss e 8 medici. Un ringraziamento particolare all’ufficio tecnico e alle imprese edili che, in soli 20 giorni, con competenza e grande impegno hanno completato l’adeguato delle strutture, ai medici, agli infermieri, agli Oss e alle addette alle pulizie che, instancabili, hanno lavorato per consegnare all’intera comunità un fondamentale servizio a tutela della salute».

Presente al momento dell’arrivo dei pazienti il consigliere regionale Giacomo Bugliani per conto della Regione Toscana, assieme al responsabile clinico, il dottor Claudio Rasetto, alla dirigente infermieristica, dottoressa Anna Fornari e ad altri medici e operatori sanitari, tra cui il dottor Franco Alberti e la coordinatrice infermieristica, dottoressa Antonella Cordiviola.

“Quella di stamani – afferma Bugliani – è una tappa importante nel percorso di tutela della salute dei nostri cittadini nell’emergenza covid. La creazione di 26 posti letto nel vecchio ospedale di Massa, infatti, sarà destinata a far fronte alla pressante richiesta di cure intermedie che hanno i pazienti che vengono dimessi dal nostro ospedale e avrà anche la funzione, in prospettiva, di andare a localizzare la maggior parte dei pazienti di costa che sono affetti da covid in un unico centro, consentendo così ad altre strutture sanitarie di poter affrontare con maggior tranquillità l’attività sanitaria ordinaria. Non a caso i primi pazienti che sono arrivati a Massa sono quelli già ricoverati in cure intermedie presso il Monoblocco di Carrara, dove, peraltro, tra non molto saranno inaugurati nuovi posti di cure intermedie per pazienti no-covid. Questi posti letto, inoltre, si vanno a sommare ai 20 già allestiti nei giorni scorsi presso la “Don Gnocchi” di Fivizzano”.

“La Regione Toscana – prosegue il consigliere regionale – ha sostenuto in maniera importante una serie di investimenti nel nostro territorio in questa fase di emergenza. Per creare 27 posti di terapia intensiva e altri 48 di degenza ordinaria nell’ex ospedale di Massa sono stati stanziati in poche ore più di 1.300.000 euro per l’acquisto delle attrezzature e, in due riprese, altri 700.000 euro circa per la realizzazione delle opere strutturali necessarie”.

“Fortunatamente al momento non c’è stata esigenza di utilizzo dei posti letto di terapia intensiva e si sono, così, sfruttati quelli di degenza ricavati al terzo piano per le cure intermedie. Non possiamo non considerare come il Noa abbia rappresentato, anche in un momento di assoluta emergenza come questo, una risorsa fondamentale per la tutela della salute nel nostro territorio: se non avessimo avuto una struttura nuova ed efficiente come l’Ospedale delle Apuane non avremmo potuto far fronte in modo così pronto al ricovero dei molti pazienti che nei due mesi passati hanno dovuto essere sottoposti alle cure di terapia intensiva (passate da 14 posti a 38). E questo naturalmente lo si deve anche alla capacità e alla prontezza del nostro personale sanitario e della Direzione del Noa, verso cui non finiremo mai di essere riconoscenti, sia per quanto è stato fatto, sia per quanto ancora si sta facendo e si dovrà fare”.

“Del risultato di oggi” conclude Bugliani “dobbiamo doverosamente ringraziare la Regione Toscana, l’Asl Toscana Nord Ovest nella persona del direttore generale Maria Letizia Casani, la dottoressa Monica Guglielmi del Distretto delle Apuane e tutto il personale tecnico, medico, infermieristico e Oss che ha lavorato duramente per questo risultato e che ha deciso di cogliere la sfida della gestione di un nuovo reparto adibito esclusivamente a pazienti Covid nel nostro territorio”.

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