Cisco acquisisce Fluidmesh: ingegno lunigianese nell’internet del futuro

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Ne hanno parlato in tutte le lingue: una rassegna stampa globale per annunciare l’acquisizione di Fluidmesh Networks da parte di Cisco, colosso statunitense delle tecnologie di rete.

Non lasciatevi ingannare dal nome e dalla sede newyorkese di Fluidmesh: l’azienda, fondata nel 2005 tra Cambridge e Milano, nata come spin off del Politecnico e cresciuta con capitali americani, parla benissimo lunigianese. Questo per il ruolo apicale di Alessandro Erta, di origine aullese, alunno del Liceo Scientifico di Villafranca, laureato a Pisa e dottorato all’IMT Alti Studi di Lucca.

La notizia ha una valenza che va oltre i dettagli economici (d’altro canto, il montante dell’operazione non è reso noto): è un attestato di fiducia all’industria italiana messa a dura prova dalla pandemia del Covid-19, ed è uno stimolo per la Lunigiana tristemente impegnata a contare i contagiati dal corona virus. Ora che in modo massiccio e precipitato ci siamo trovati a investire sullo smartworking e sulla connettività, si apprezza ancor di più l’intuizione e il sacrificio messo in atto dai fondatori di Fluidmesh quindici anni fa. Dapprima si sono fatti apprezzare per i sistemi di videosorveglianza, poi per l’avanzata tecnologia wi-fi. Dalla stampa specializzata è riportato che Fluidmesh genera ricavi annui per circa 17 milioni di dollari.

Alessandro non ha mai spostato la sua residenza dalle valli lunigianesi e la sua bambina cresce tra castagni, miele dop e mucche.
“Sono molti mesi che stavamo lavorando all’operazione e finalmente siamo riusciti a completarla nonostante la situazione globale – spiega Alessandro Erta – . In Fluidmesh io ricopro il ruolo di direttore tecnico e socio. Ho la responsabilità su tutta la linea dei prodotti”.

Cosa avverrà con questa operazione?
“Con l’operazione integreremo i nostri prodotti nella famiglia dei prodotti Cisco. Il Centro di R&D di Pisa diventerà di fatto un centro di Ricerca Cisco e penso che questo sia un’ottima opportunità per tutta la regione Toscana”.

Stavate lavorando su come mantenere una connettività stabile a 300 km l’ora o in luoghi come i tunnel e i porti, dove il segnale degrada o sparisce. Continuerete su questa linea?
“Sì rimarremo focalizzati sul settore IoT e mass transit. Le nostre soluzioni supportano sia sistemi di segnalamento in ambito ferroviario, porti, miniere, parchi a tema e automazione industriale, sia connessione a larga banda nel settore transportation (treni, metropolitane ecc…)”.

Rimarrai legato in un progetto interno?
“Tutto il team Fluidmesh verrà acquisito pur mantenendo il team engineering basato a Pisa, quindi non cambierà nulla in questo senso”.

C’è solo da augurarsi che questa unità possa crescere e che divenga un volano per tutta la zona tosco-lunense.

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