MASSA,Don Gnocchi, situazione allarmante. Personale contagiato e collasso organizzativo

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E’ una situazione preoccupante quella denunciata dalla Cisl FP di Massa Carrara, che nei giorni scorsi ha ripetutamente chiesto un intervento per quel che riguarda le residenze sanitarie non ospedaliere in queste settimane di emergenza sanitaria.

Nello specifico, il riferimento è alle Rsa del territorio e alla Don Gnocchi di Marina di Massa: “Qua la passione della povera gente è in diretta con le operatrici e gli operatori, senza i parenti degli ospiti. Si parla di un reparto chiuso e accorpato a seguito di un collasso organizzativo, ben sapendo cosa significa questo: la gente muore”.

Il Noa, acronimo di Nuovo Ospedale delle Apuane – sottolinea il sindacato – è stato organizzato per intensità di cure. Sul territorio, cioè in Rsa ed alla Don Gnocchi, sono ospitate delle cure intermedie. Diciamola tutta: sono reparti complicati di medicina soprattutto geriatrica, dove i pazienti multicomplessi, in questi anni, sono stati curati con modalità non ospedaliera e, spesso, accompagnati. Questa organizzazione, già di per sé in difficoltà e gestita con tanta buona volontà, ha cominciato a ricevere pazienti in uscita dal Noa.

Alla Don Gnocchi vi è anche un reparto Covid, dove gli ospiti sono stati trattati con le attrezzature ed i presìdi adatti. Ma piano piano, i pazienti in arrivo dall’ospedale, evidentemente già positivi, hanno iniziato a contagiare altri ospiti ed il personale. Cure intermedie, ”cardio”…Sempre più, sempre più. E senza mascherine adatte, ma non solo. Le operatrici, dopo avere richiesto ripetutamente protezioni, in presenza di turni ripetuti, anche perché molte colleghe erano state messe in quarantena, si trovano ad operare oggi con reparti chiusi ed accorpati, in quanto collassati, in un contesto generale ormai manzoniano.

Ma anche nelle Rsa le cose non vanno meglio. La cosa che preoccupa e spaventa è il fatto che ogni struttura si comporta come una enclave. Schema già visto in Lunigiana. Si cerca di tenere nascosta una paziente positiva, poi anche una operatrice e via così, fino a quando tutto esce dal controllo. Che fa la Asl? Sia in Lunigiana che in costa, zona distretto Apuane, ci sembra che non abbiano avuto contezza della assoluta gravità di cosa è accaduto e sta accadendo. Se le Rsa o la Don Gnocchi non riescono a sopperire alle richieste di cure dei pazienti stante quanto sopra evidenziato, si proceda speditamente, si organizzi una presenza della Asl, si intervenga nel contesto. Subito, senza perdita di tempo, inviando personale e presìdi!”

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