CORONA VIRUS,Massa unica città d’Italia ad aver chiuso le fontane d’acqua potabile

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Massa unica città d’Italia ad aver chiuso le fontane d’acqua potabile. Sull’essenzialità del bene non vi è dubbio: i codici Ateco del decreto Conte, che stabiliscono quali attività devono essere garantite e quali no, al numero 36 forniscono ulteriori dettagli legati proprio alla tutela dell’acqua:

“Questa classe include la raccolta, il trattamento e la distribuzione di acqua per uso abitativo ed industriale. È inclusa la raccolta di acqua proveniente da varie fonti, nonché la distribuzione attraverso diversi mezzi”.
L’amministrazione Persiani, al momento, non sembra essere intenzionata a tornare su un’eventuale riapertura delle fontane e l’idea di calmierare i prezzi di Evam proposta dal presidente del consiglio Stefano Benedetti sembra non essere fattibile perché – spiega il presidente della società, Stefano Pileri – “non siamo noi a determinare i prezzi delle bottiglie”. Anche se si dichiara disposto a ragionare di iniziative per la distribuzione di Fonteviva per coloro che sono rimasti senza acqua.
Intanto i disagi per molti si fanno sentire. Un cittadino, in forma anonima, ha accettato di raccontare le conseguenze di tale ordinanza sulla sua vita. “Sono l’unico ad avere un reddito in famiglia – racconta – ho una compagna e un bimbo piccolo nella fase dello svezzamento. Consumiamo circa cinque litri d’acqua al giorno. Prima andavo a San Carlo alla fontana Cristallo a prenderla. Ora vado al supermercato ogni tre giorni e devo acquistarla, a volte facendo file di due ore. Si parla di otto euro a settimana. Altrimenti in bottega mi costa circa 12 euro a settimana”. E oltre alla questione economica, c’è una questione ambientale: “La scelta di prendere l’acqua alla fonte è ecologica perché mi permette di non consumare plastica ed evitare di produrre ulteriori rifiuti. È una questione di rispetto dell’ambiente. L’acqua è un bene imprescindibile”. E ancora: “Una collega del Cnr quando veniva a trovare i genitori faceva rifornimento di acqua proprio alle fontane, perché è risaputo che la nostra acqua è una delle più buone d’Italia”.
Il presidente del consiglio Benedetti, raggiunto telefonicamente, annuncia che in occasione del primo consiglio comunale presenterà una mozione per “creare punti di distribuzione di taniche di acqua che il Comune preleverà alle fontane”.

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