CARRARA:In duomo recitati:l’atto di affidamento e la supplica alla Madonna del popolo

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Domenica sera, in una basilica deserta, immersa in un silenzio spettrale, mons.

Raffaello Piagentini, abate del duomo di Carrara si è inginocchiato davanti all’effige della Madonna del Popolo di Carrara e, a nome dell’intera città ha recitato la supplica e l’atto di affidamento (vedi testo a fianco) alla Vergine Protettrice del Popolo di Carrara impetrando protezione, guarigione e salvezza dalla pandemia del Covid19 che da diversi giorni sta seminando morte in tutto il globo.

Un rito che non veniva celebrato dal lontano 1944 quando durante l’ultimo conflitto bellico, Carrara si trovò sulle linee di fuoco, senza possibilità di scampo per la sua popolazione, alla quale il Comando Tedesco imponeva di avviarsi in una marcia di morte, verso il Passo della Cisa.

In quell’occasione migliaia di cittadini si affidarono alla Madonna del Popolo che, come aveva salvato Carrara dalla peste del 1494 e dal saccheggio ad opera delle truppe di Carlo VIII, così avrebbe potuto salvare ancora la città. Questa volta però nella millenaria abbazia cittadina non palpitavano migliaia di cuori fiduciosi nel materno aiuto di Maria, le parole di mons. Piagentini hanno risuonato nelle grandi navate rese buie e vuote dalle rigide dalla disposizioni anti contagio del governo. Grazie alle moderne tecnologie informatiche però è stato possibile far giungere la preghiera che don Raffaello a casa di tutti; infatti la parrocchia di S. Andrea, similmente a molte altre comunità, ha attivato la trasmissione della S. Messa domenicale via internet in streaming sul canale Facebook.

Come ricordato dallo stesso don Raffaello neppure il periodo bellico ha impedito le regolari celebrazioni. Solo nel 1947 il duomo restò chiuso per oltre un anno ma unicamente per lavori di restauro e ristrutturazione dopo i danni della guerra. Oggi ci troviamo a vivere una situazione ben diversa ma la nostra fede deve essere forte e salda. Dobbiamo pregare incessantemente e grazie alle nuove comunicazioni sociali è più facile essere comunità, anche senza essere fisicamente uniti.

Per questo l’invito è a recitare la preghiera a Maria, Regina e Patrona di Carrara durante il S. Rosario e al termine delle celebrazioni eucaristiche di tutte le comunità del vicariato. Come nel 1944 i fedeli della nostra terra, guidati dai loro parroci, si unirono in fervida e instancabile preghiera alla Vergine del Popolo di Carrara, così oggi, in spinti da questa situazione che ci trova sconvolti, impauriti e sommersi dall’angoscia tutto il popolo della nostra Città di Carrara, della sua Marina, di Avenza, di tutti i paesi a monte, dell’intera vallata che si apre fino al mare si affidi a lei. Questa nostra terra si abbandoni alla protezione delle braccia materne di Maria, rinnovando il miracolo di una fede che spera contro ogni speranza, che è certa contro ogni incredulità, che crede con la forza dell’amore.

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