Coronavirus, le partite Iva: “Chiediamo aiuto, altrimenti ci salviamo dal virus per morire d’altro”

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#Adottaunapartitaiva: ci sentiamo abbandonati, abbiamo bisogno di certezze”. Questo è il grido dei non dipendenti. Quelli che in ferie pagate non ci possono andare. Quelli che se non lavorano non guadagnano. Quelli che di fronte a quest’emergenza, sotto un aspetto economico, sono i più fragili. I possedenti di partita Iva.

“Possiamo capire l’emergenza sanitaria in corso e siamo preoccupati che tutto questo possa trasformarsi anche in una grande emergenza economica – spiegano i coordinatori regionali della Toscana dell’associazione partite Iva, Stefano Agnesini e Alfreda Pistone – Siamo chiusi in casa ed è come essere leoni in gabbia abituati a lavorare minimo 15/16 ore il giorno. Il nostro problema è la nostra testa, quella purtroppo non si spegne mai”.

Preoccupati di un futuro che non si sa ancora quando inizierà lanciano l’hashtag scritto sopra: per farsi sentire, per proporre idee che giorno dopo giorno si trasformano sempre più in esigenze.

“Chiediamo intanto la sospensione totale per almeno 180 giorni di tutto le imposte dirette con un’eventuale rimodulazione in base al danno subito su una base semestrale – spiegano i coordinatori a nome di tutti – Poi, ci sembrerebbe opportuna una moratoria sui mutui e i finanziamenti bancari in ammortamento con l’attivazione del fondo centrale di garanzia per un periodo di 12 mesi sia aziendali che privati anche se di fatto sappiamo che alle banche hanno dato mandato di adoperarsi subito fanno finta di non sentire”.

Non basterebbero queste due cose, comunque: “Servirebbe inoltre l’azzeramento delle imposte locali come Imu, Tari, Ics e Tosap. Il blocco o la sospensione dell’adeguamento allo scontrino elettronico per chi non l’avesse ancora fatto dovrebbe essere preso in considerazione – continuano – Vanno presi accordi con gli istituti di credito per evitare che possibili sconfinamenti danneggino il rating creditizio delle imprese con particolare attenzione alle posizioni in affidamento e per concludere prestiti di liquidità studiati ad hoc con rimborsi rateali a tasso zero senza tener conto delle centrali rischi e privi di garanzia e l’annullamento per l’anno 2020 del diritto camerale e delle altre imposte di competenza”.

Sono circa 300 mila gli iscritti che aiuto al presidente Regione Enrico Rossi: “Le nostre imprese hanno bisogno di ossigeno per ripartire, altrimenti rischiamo di salvarci dal virus e morire di altro”. Agnesini e Pistone ringraziano il presidente della Cciiaa di Massa e Carrara della disponibilità e collaborazione e le forze dell’ordine che hanno garantito lo svolgimento: “Uniti si può fare tanto, la nostra pagina di Facebook della Toscana conta già più di 1000 iscritti” e invita tutti a sostenerla.

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