Francesco Gabbani nella sua Carrara,in piazza Alberica per il firmacopie

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“Carrara olè, impazzisco per te. Questo è un canto d’amor che ci viene dal cuor”. Ha esordito così, canticchiando un coro da stadio, Francesco Gabbani questo pomeriggio salendo sul palco di Piazza Alberica, davanti a migliaia di concittadini raccolti in una fila lunghissima in attesa del firmacopie.

Il cantautore, reduce dal successo sanremese con il secondo posto, è stato accolto dal calore della sua gente, con la quale ha voluto cantare il singolo “Viceversa”, che si conferma, tra l’altro, una delle canzoni più ascoltate del momento al di là dell’ottimo riscontro ottenuto al Festival. “Sono pienamente soddisfatto di questo secondo posto – ha dichiarato Gabbani – anche perché per gli italiani in realtà sono stato io il vincitore, con un 13% di voti in più rispetto a Diodato, un collega che comunque rispetto e stimo. Non c’è ipocrisia quando dico che sono contento per lui. Se fossi arrivato di nuovo primo magari tanti avrebbero pensato “che noia questo Gabbani, vince sempre lui” – ha poi scherzato l’autore di “Viceversa”.

Un pensiero poi per la sua città: “Con Carrara ho un legame forte, qui sono nato e qui tornerò sempre, tra la mia gente che ogni volta mi fa sentire un affetto che mi emoziona. C’è chi mi dice “avresti dovuto vincerlo tu il festival”. Io vi rispondo che in realtà il mio festival l’ho vinto, e l’ho vinto perché voi oggi siete qua con me”.

Prima di dare il via alle firme c’è stato spazio per un intervento dell’assessore alla cultura Federica Forti: “Io e Francesco ci conosciamo da molto tempo, eravamo a scuola insieme. Per me e per noi ha già vinto nel 1998 nella “Gara dei licei”, poi nel 2015 con quel videoclip realizzato in un momento delicatissimo per Carrara in seguito all’alluvione, che ci ha donato parole di speranza e una spinta di positività. Poi è arrivato il successo prima con Amen e poi con Occidentalis Karma, e adesso questo secondo posto. Non possiamo essere che orgogliosi di lui”.

Insomma, un bel pomeriggio in una Carrara popolata come raramente si vede di questi tempi, con una Piazza Alberica davvero gremita, per un momento di pura condivisione che in fondo ci concilia perfettamente con il senso della canzone di Gabbani: un dare e ricevere, uno scambio di affetto e di calore umano. Tra un artista e il suo pubblico. Il pubblico della sua città, quella in cui è nato e in cui ritornerà sempre.

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