Vietate le interrogazioni in consiglio comunale presentate solo in forma verbale: i grillini mettono il bavaglio all’opposizione che insorge

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Potranno essere ascoltate solo interrogazioni depositate in forma scritta e prima delle ultime 24 ore precedenti l’inizio del consiglio comunale.

L’interrogazione solo verbale è ammessa esclusivamente per fatti straordinari accaduti nelle ultime 24 ore prima del consiglio. Se il fatto è accaduto anche solo due giorni prima e viene notificato ai consiglieri dell’opposizione poche ore prima del consiglio non potrà in alcun modo essere sottoposto alla giunta e dovrà attendere il consiglio comunale successivo e la presentazione in forma scritta.

Sono queste le innovazioni volute dalla maggioranza grillina che sta elaborando insieme all’opposizione, come è previsto dalla legge, la modifica del regolamento comunale. Si tratta di un percorso che deve essere condiviso da tutte le forze politiche rappresentate in consiglio ma che, invece, a Carrara ha visto l’insorgere compatto dell’opposizione proprio contro una norma – quella relativa alla tempistica delle interrogazioni– che è stata intesa come un vero e proprio bavaglio messo intenzionalmente all’opposizione. Tutti i rappresentanti della minoranza hanno incontrato la stampa stamani per esprimere il loro dissenso a quello che appare un palese tentativo di imbavagliare la democrazia.

Dato l’andamento ormai diventato standard dei consigli comunali di Carrara, dove la stragrande maggioranza delle interrogazioni viene liquidata con “le risponderemo in forma scritta” e dove l’assenteismo o il silenzio di alcuni assessori è quasi patologico e dato anche il sistema, anche quello consolidato, dell’abuso dei comunicati confezionati a tavolino per quasi ogni tipo di comunicazione, non stupisce più di quel tanto che, avendo la possibilità di dare una forma istituzionale alle proprie via di fuga, i grillini l’abbiano appunto messa in atto. Con il provvedimento che ha indignato l’opposizione, in realtà, Del Nero, Boldrine e Palma, rappresentanti della maggioranza nella commissione 1, si sono assicurati la certezza che non ci saranno più soprese imbarazzanti per De Pa and Co. nel corso dei consigli comunali. Le interrogazioni scritte presentate un giorno prima, garantiscono alla giunta il tempo necessario per preparare, con gli addetti alla comunicazione, la giusta risposta da dare senza rischiare di farsi trovare impreparati o, peggio, in torto. E già che c’erano, ovviamente, i grillini hanno anche aggiustato la norma relativa al giochino dell’inversione dell’ordine del giorno di cui, finora, hanno ampiamente approfittato con l’intento palese, se pur mai dichiarato, di evitare di trattare i temi più scottanti previsti per le varie sedute di fronte al pubblico più caldo e numeroso dell’inizio dei consigli. Nel nuovo regolamento a firma 5 stelle di norma si faranno sempre prima le delibere e poi le interrogazioni. La parte che riguarda più direttamente il cittadino andrà quindi sempre in coda ai consigli cioè in genere verso le 23, quando i presenti che hanno resistito, stanchi e assonnati non hanno più voglia di ascoltare niente e nessuno. Inoltre non ci sarà l’obbligo di risposta da parte di sindaco e assessori. Anche l’amministrazione Zubbani aveva usato espedienti abbastanza discutibili, tipo fare i consigli comunali alle nove del mattino, per evitare di essere aggredita dalla rabbia cittadina, ma non si era spinta a cambiare addirittura il regolamento per giustificare i propri mezzucci.

L’opposizione, comunque , non ci sta e stamani lo ha ribadito a chiare lettere: il consigliere di Insieme per carrara Gianenrico Spediacci ha ricordato di aver sempre presentato interrogazioni scritte e di aver ricevuto solo una risposta e dopo otto mesi dalla domanda. “ Ho chiesto di concedere la possibilità di un intervento per gruppo ma dopo essersi consultati hanno deciso di no.”.

La stessa risposta la ha avuta la consigliera del Pd Roberta Crudeli che ha chiesto a Del Nero di ripensare alle posizioni assunte. “ Quello che è accaduto ieri è un fatto grave perché limita la democrazia che era il cavallo di battaglia dei 5 stelle – ha detto la Crudeli – questa decisione è a mio avviso gravissima, ma Del Nero mi ha risposto che hanno deciso col loro gruppo e che indietro non tornano. Ancora una dimostrazione di incompetenza e incapacità di governare. Ad ogni interrogazione il sindaco fa scena muta. Imbavagliare opposizione è sinonimo d’incapacità governativa.”

La consigliera Giuseppina Andreazzoli, del Psi, è tornata su un tema che a più riprese aveva segnalato e cioè quello dei manifesti che annunciano i consigli comunali: “ Nel 2019 sono stati fatti 24 consigli comunali ma sono stati affissi i manifesti solo in nove occasioni, tutte per consigli comunali solenni. Per i consigli in cui gli argomenti erano quelli di maggior interesse per i cittadini non è stata data alcuna comunicazione, soprattutto a quella fascia di persone che non usa i social. Anche questa è una forma di bavaglio messo alla democrazia. Con queste nuove regole, poi, i cittadini non potranno più rivolgersi ai consiglieri comunali all’ultimo momento.”

Molto critico anche il consigliere Vannucci: “Io più di tutti ho voluto lasciare all’ amministrazione la possibilità di esprimersi. Ma l’esito è stato sconfortante. All’inizio era normale che non sapessero rispondere, adesso hanno deciso di non farsi più fare le domande. Anzi esplicitamente hanno detto chiaramente che rispondono a dirigenti di cui non si conosce il nome. Aboliti i consigli dei cittadini, esautorato il consiglio comunale, adesso non resta che ridurlo ai minimi termini. La maggioranza consiliare non sa cosa e quindi è incapace di controllare l’amministrazione che non sa cosa fare. Il sindaco ha mentito su temi importanti come lo stadio, il monoblocco, il liceo scientifico. Sono loro che cercano di non farlo parlare perché hanno paura che parli a vanvera o che si accorga che non è lui quello che amministra la città. “

Spediacci ha concluso confermando l’intenzione di rivolgersi alla Procura e alla Corte dei Conti.

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