Acqua non potabile, l’assessore Scaletti a Bedizzano: «Salvaguardare le sorgenti»

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Questa mattina l’assessore all’ambiente Sarah Scaletti, insieme ad alcuni funzionari del settore e ai tecnici di Gaia spa, ha effettuato un sopralluogo a Bedizzano nell’ambito delle iniziative mirate alla individuazione delle cause e alla risoluzione del fenomeno dell’intorbidamento delle sorgenti che alimentano l’acquedotto pubblico. Le criticità, lo ricordiamo, hanno iniziato a diventare frequenti dal 2017 (quando fu emessa una ordinanza di divieto di uso dell’acqua) e sono “esplose” nel 2019 (con ben 4 ordinanze).

L’iniziativa di questa mattina, fa sapere Palazzo civico, era stata programmata «da tempo, nell’ambito del percorso intrapreso dall’assessore con la collaborazione del gestore che ha già iniziato a dare risultati concreti».

L’amministrazione è infatti impegnata sul doppio fronte della individuazione delle cause e della messa a punto delle risposte. «Quando le criticità hanno iniziato a ripetersi con eccessiva frequenza abbiamo subito chiesto al gestore di adoperarsi celermente per sollevare i residenti dal disagio. Non ci siamo accontentiamo però di questo: vogliamo salvaguardare la sorgente – spiega Scaletti – sapendo che l’individuazione delle cause richiede strumenti appropriati e indagini scientifiche. Per questo, i tecnici dell’ufficio Ambiente e dell’ente gestore stanno collaborando su mia richiesta per la predisposizione di un progetto che vada in questa direzione. Il sopralluogo di oggi rientra in questo iter di pianificazione delle azioni da intraprendere. Va detto che si tratta di una ricerca non semplice visto che le quattro sorgenti di Bedizzano si trovano tutte vicine, all’interno di una vasta area boschiva ma che solo una è soggetta a intorbidamento».

Per quanto riguarda invece le risposte, nei mesi scorsi, «com’è noto – aggiunge il Comune – l’assessore all’Ambiente ha chiesto e ottenuto la disponibilità del gestore ad anticipare una serie di interventi e investimenti che erano previsti per i prossimi anni e che invece partiranno a stretto giro. Una soluzione, a breve termine, prevede l’ottimizzazione della gestione dell’acqua che sgorga dalle quattro sorgenti situate nei pressi del paese e che alimentano anche Codena e Bergiola, in modo tale che in caso di criticità su una di esse, le altre tre riescano a soddisfare comunque anche le necessità di Bedizzano senza privare il paese dell’approvvigionamento; la seconda soluzione, a più lunga scadenza, contempla un sistema che permetta di portare a Bedizzano l’acqua della sorgente “Ratto”, che si trova nella zona delle Canalie. In entrambi i casi si tratta di opzioni che scatterebbero solo ed esclusivamente in caso di problematiche alle fonti che normalmente alimentano Bedizzano e per evitare la sospensione dell’erogazione dell’acqua».

L’assessore all’ambiente coglie quindi l’occasione per replicare alle accuse che le ha lanciato nei giorni scorsi su questo argomento il consigliere di Alternativa per Carrara Massimiliano Bernardi: «Ancora una volta parla senza essersi documentato e pronunciando palesi falsità. I suoi attacchi servono solo a darci l’occasione per tornare a spiegare tutto quello che abbiamo fatto e che è facilmente documentabile, al contrario di quello che dice lui. Il consigliere afferma che il sindaco Francesco De Pasquale e la sua amministrazione si sono limitati a emettere ordinanze per vietare l’uso dell’acqua: forse era distratto quando abbiamo fatto sapere di aver convinto il gestore ad anticipare alcuni interventi e a metterne a punto di nuovi per dare risposte concrete agli abitanti. Il consigliere afferma che il sindaco non ha avuto parole per gli abitanti di Bedizzano: peccato che siano stati avviati con alcuni residenti una serie di incontri, l’ultimo dei quali il 21 dicembre, e che tutte le informazioni siano state condivise con loro e divulgate alla stampa. Il consigliere lamenta l’invio in paese di una sola cisterna: in realtà l’amministrazione ha sempre chiesto al gestore di metterne due, è così è stato, come riportato ad esempio anche nell’ultima ordinanza».

Quanto poi alle ipotesi dell’esponente della minoranza sulle cause dell’intorbidamento, Scaletti taglia corto: «Chi ha avuto ruoli di governo sa o dovrebbe sapere quanto è rischioso sparare ipotesi a casaccio, soprattutto quando si tratta di individuare le responsabilità di eventi che creano gravi disagi alla comunità. Noi stiamo lavorando con serietà. Bernardi invece come al solito non si fa scrupolo di strumentalizzare e cavalcare le preoccupazioni dei cittadini pur di ritagliarsi un po’ di visibilità».

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