Tutto l’istituto alberghiero in protesta: scuola ancora inagibile per più del 50 per cento nonostante le promesse di risistemazione

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Sono undici o dodici, tra aule e laboratori, inutilizzabili da più di due anni per i ragazzi dell’istituto alberghiero G. Minuto di Marina di Marina di Massa, una scuola che è stata per moltissimo tempo un’eccellenza di tutto il territorio apuano e che adesso versa in condizioni indecorose.

Un problema, quello della ristrutturazione dell’alberghiero che si trascina da tempo tra sopralluoghi illustri – tra i visitatori c’è stata anche l’ex ministra dell’istruzione Valeria Fedeli – e promesse altisonanti dalla Provincia, ente che ha la competenza sull’edilizia scolastica delle scuole superiori, e da vari parlamentari locali. Da due anni, a causa del ridotto numero di ambienti agibili, una parte degli studenti dell’alberghiero è stata trasferita in una sede distaccata e provvisoria presso la scuola Toniolo a Massa.

L’edificio che ospita l’alberghiero è una struttura di pregio artistico che è tutelata dalla Sovrintendenza di Belle Arti di Lucca per cui ogni intervento di adeguamento e ristrutturazione necessita di una perizia e di un benestare della Sovrintendenza attraverso un processo burocratico che è il principale responsabile dei rallentamenti nei lavori nonostante le promesse fatte dalle autorità competenti. L’ultima promessa, in ordine di tempo, era quella di far trovare cinque aule pronte al rientro dalle vacanze natalizie, e la scoperta che non ne era stata ultimata neppure una, unita alla sgradita sorpresa, per i ragazzi, di entrare in una scuola gelida perché nessuno si era curato di accendere i termosifoni in previsione della ripresa delle lezioni, ha fatto traboccare il vaso della pazienza degli alunni che stamani si sono recati in blocco sotto la sede della Provincia, in piazza Aranci, per chiedere un confronto con il presidente Gianni Lorenzetti. Una partecipazione quasi totale degli iscritti del Minuto – a scuola sono rimasti solo 15 ragazzi – che hanno raccolto le firme dei presenti per ottenere l’annullamento dell’assenza, dato l’impellente motivo della protesta. A coordinare gli studenti sono stati i rappresentanti di istituto: Noemi Stefanelli, Jonathan Larcombre e Leonardo Varni.

“Ci avevano detto che entro il 7 gennaio avremmo avuto le nostre classi – ha spiegato Noemi Stefanelli – e il doppio turno sarebbe dovuto finire e invece siamo ancora nella stessa situazione, con una parte di classi nella sede distaccata come accade da due anni. Ieri mattina, poi, a scuola abbiamo anche trovato i riscaldamenti spenti che sono stati accesi solo alle dieci e mezzo. Abbiamo parlato con la preside che ieri mattina non era a scuola e quindi non sapeva del problema del riscaldamento e poi abbiamo deciso di protestare oggi. Nelle nostre intenzioni c’è anche l’idea di andare con una delegazione di studenti direttamente a Lucca alla Soprintendenza delle Belle Arti per sollecitare i permessi per la ristrutturazione.”

In piazza coi ragazzi non c’erano rappresentanti del corpo docente e neppure la preside. C’erano invece alcuni genitori dei ragazzi che hanno voluto ribadire la loro protesta per la condizione vergognosa della scuola frequentata dai loro figli.

“Gli insegnanti non possono partecipare per questioni di contratto di lavoro – ha spiegato Federico Varni – anche se tutti concordano con noi per questa protesta. Anzi ci spronano a continuare perché noi abbiamo i mezzi per farlo mentre loro no. Ieri mattina, quando abbiamo trovato la scuola gelida tanto da dover tenere le giacche indosso anche all’interno delle aule, è scoppiato il caos. La preside che non c’era è subito rientrata e abbiamo potuto parlare con lei. Non sappiamo come mai i riscaldamenti non siano stati accesi per tempo ma nell’arco della mattinata sono stati accesi e il problema si è risolto. Quello che ci ha spinti ad organizzare la protesta di oggi, invece, è stato il fatto che pensavamo di rientrare a scuola con una situazione in via di modifica, con almeno una classe delle cinque inagibili promesse, pronta per essere utilizzata ma abbiamo trovato gli operai ancora al lavoro. E’ vero che i lavori in due aule sono terminati nell’arco della mattinata di ieri, però la promessa che ci era stata fatta era comunque disattesa.”.

Varni ha spiegato anche che nelle undici aule inagibili sono comprese quelle dei laboratori di sala e cucina, cioè gli indirizzi principali dell’alberghiero: “So che verrà data la precedenza alle aule normali – ha aggiunto Varni – ma questo è comprensibile perché ci permetterà di tornare tutti nella stessa sede invece di fare i doppi turni nella sede distaccata e questa è una delle principali nostre richieste. In seguito faranno i lavori in alcuni spazi di laboratorio come ad esempio una cucinetta che l’anno scorso era usata per effettuare il servizio focacce che serve alla scuola come fondo monetario interno. Poi forse si potrà riaprire alche il bar interno che permetterà ai ragazzi anche di prendere un caffè o altro e che serve anche quello per raccogliere fondi da utilizzare per la scuola. Da settembre di quest’anno, salvo pochissime occasioni, non è stato possibile aprire il bar per cui è da settembre che non si mette in tasca una lira a favore della scuola. Questo dei fondi a disposizione della scuola è un problema che coinvolge anche le famiglie. La scuola prevede la possibilità di versare, insieme alla quota di iscrizione di 15 euro, un contributo volontario che va dai dieci ai centotrenta euro ad alunno ma ultimamente gli introiti derivati da questa voce sono drasticamente diminuiti. In parte questo è dovuto alla crisi economica ma in parte è causato anche dall’impossibilità che abbiamo noi studenti di comunicare con i genitori per sensibilizzarli sull’importanza del contributo volontario. Non abbiamo più una sala conferenze in cui fare assemblee d’istituto o ricevere i genitori. Purtroppo si è diffusa nelle famiglie la convinzione che, date le condizioni strutturali della scuola, quei soldi andrebbero per risolvere problemi che spettano ad altre istituzioni. Invece la verità è che i soldi del contributo volontario vengono usati esclusivamente per i materiali e le materie prime per fare i laboratori che sono fondamentali per noi allievi. C’è anche da aggiungere anche che molti genitori se ne fregano totalmente di questo aspetto: sembra che si interessino dei loro figli solo in relazione ai voti che prendono ma quando c’è da fare qualcosa di concreto non lo fanno. Oltretutto i 130 euro di contributo volontario sono anche detraibili dalle tasse. Ma tutte queste informazioni non riusciamo a farle passare perché non possiamo fare assemblee di istituto. Ieri siamo passati classe per classe per informare sulla manifestazione di oggi.”.

Dal racconto degli studenti è emerso, quindi, che dall’inizio di questo anno scolastico non hanno mai potuto fare un’assemblea di istituto ed anche che possono fare ginnastica – che è un diritto ed è obbligatoria –solo all’aperto e in base alle condizioni meteo.

I ragazzi sono entrati tutti insieme nel cortile interno di Palazzo Ducale ma solo una delegazione è stata ricevuta dal presidente della Provincia Lorenzetti che è anche il padre di un alunno dell’alberghiero Minuto. Un gruppetto di genitori ha seguito i ragazzi ed ha confermato l’intenzione di coordinarsi per portare la protesta direttamente alla Sovrintendenza di Lucca.

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