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Massa:«No» all’apertura di nuove cave

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Circa 3 mila persone presenti alla manifestazione a Massa contro il nuovo regolamento per la concessione degli agri marmiferi.

Circa duemila le persone che hanno affollato il centro di Massa per dire «no» all’apertura di nuove cave, come deciso dall’amministrazione comunale del sindaco Francesco Persiani. La manifestazione organizzata dal Cai e dalla sua commissione Tutela ambiente montano (Tam) si è svolta nel pomeriggio e ha visto l’adesione di diverse associazioni e partiti arrivati anche fuori provincia. Come da programma, alle 16 i manifestanti si sono trovati in piazza De Gasperi. Da lì il corteo è partito e ha toccato diversi punti del centro storico: largo Matteotti, Duomo e piazza Berlinguer dove si sono tenuti gli interventi finali. In un prossimo articolo racconteremo i dettagli della manifestazione.

Intanto a Massa il dibattito sul futuro delle cave è proseguito con Italia Nostra, che risponde al presidente del Consiglio comunale Stefano Benedetti, e Fratelli d’Italia che, dalla maggioranza, difende la scelta dell’amministrazione. Riportiamo di seguito i due interventi.

ITALIA NOSTRA: «SCARSA CONOSCENZA DA FORZA ITALIA»
L’intervento di Benedetti e Ronchieri, a nome di Forza Italia, è il risultato di una scarsa conoscenza dell’impegno profuso da Italia nostra per salvaguardare le Apuane.
La nostra associazione, a differenza dell’attuale Presidente del Consiglio, non ha mai abbracciato un partito (Benedetti ne ha cambiati molti nella sua lunghissima militanza politica), né uno schieramento politico ma ha scelto, esclusivamente, i temi su cui misurarsi e confrontarsi avendo come bussola la difesa del paesaggio, del patrimonio artistico, architettonico, naturale della nostra comunità.
La sezione, avvalendosi delle competenze dei propri iscritti, del prezioso contributo della professoressa Leverotti (per molti anni responsabile nazionale per le Apuane), coinvolgendo gli organismi sovra locali di Italia Nostra, ha cercato di combattere contro la distruzione delle nostre montagne e l’inquinamento delle acque.
La lotta in difesa di beni che appartengono alla Comunità e non a pochi o alla politica, sia essa di destra o di sinistra, che ha portato avanti la sezione si è sviluppata sotto diverse amministrazioni e, spesso, l’associazione si è unita, per rendere più forte l’azione di contrasto a scelte ritenute dannose, ad altre organizzazioni ambientaliste.
Italia nostra non è mai rimasta in silenzio, non ha avuto partiti, amministratori o consiglieri “amici” tanto che ha incontrato difficoltà non solo ad avere delle risposte ma anche documenti riguardanti vicende di interesse ambientale. Sul punto, visto che i forzisti sostengono l’attuale Amministrazione e che Benedetti è Presidente del Consiglio Comunale, vorremmo chiedere ai due politici se possano sollecitare il Sindaco a volerci rispondere sul caso ex Ricicleria di Via Dorsale (un impianto che ha lavorato in grave difformità alla normativa) anziché farci recapitare, come avvenuto, una richiesta, a firma del capo di gabinetto di Persiani, di chiarimento sulle ragioni del nostro interessamento e di documentazione da fornire al Comune.
Italia Nostra non è mai stata sospettata di conflitto di interessi o di presunti legami con il mondo del marmo, delle cave proprio perché è sempre stata coerente con i propri scopi istituzionali se qualche forza politica ritenesse il contrario siamo pronti a sfidarla; non avremo difficoltà a dimostrare la nostra autonomia mentre crediamo che per altri possa essere ben più complicato.
Ronchieri e Benedetti sostengono di difendere l’ambiente ma vorrebbero, in spregio alla normativa vigente, al rischio di compromettere risorse insostituibili, riaprire sette cave dismesse giustificando la loro posizione con la possibilità di creare nuovi posti di lavoro; la loro è una scelta di carattere ideologico priva di fondamento poiché i numeri del lapideo, tra l’altro resi noti e che due politici dovrebbero conoscere, dicono che cresce la vendita del materiale grezzo e diminuisce quella del lavorato (i posti di lavoro si creano con i laboratori e non con la cavatura del marmo).
Aumentare l’escavazione non farà crescere gli occupati o perlomeno in una percentuale che possa giustificare l’impoverimento, la devastazione delle nostre Alpi.
I forzisti affermano di volere, con il nuovo regolamento degli agri marmiferi, giungere ad un equilibrio tra protezione delle Apuane ed esigenze del mondo economico ma ci sembra che la loro bilancia penda in favore di pochi a danno di molti poiché anche soltanto mantenendo i volumi e le cave attuali i dati a disposizione, sia in termini di tipologia di prodotto venduto, di fatturati e di aiuti concessi, ci dicono che la ricchezza non viene ridistribuita; ed ancora, mentre il danno ambientale viene spalmato sulla comunità i profitti milionari finiscono nelle tasche di chi, versando ai Comuni delle briciole, sfrutta un bene della collettività.
Benedetti e Ronchieri attaccano gli ambientalisti per mandare un messaggio ai consiglieri dissidenti che hanno anteposto l’interesse della città, del territorio, dei loro figli alla fedeltà, per usare una parola che piace al Presidente, al Sindaco; dispiace che una figura politica, posta alla guida di un’assemblea, non difenda l’autonomia degli eletti, il loro diritto ad essere pienamente informati, a votare in autonomia secondo la propria coscienza, non difenda l’autorevolezza del Consiglio Comunale che non può essere un votificio o un mero ratificatore di scelte prese in altre stanze, non senta la necessità di ricordare che gli eletti rispondono delle loro decisioni ai cittadini che rappresentano e che un Sindaco dovrebbe stare in aula anche quando il voto gli è contrario.
Per concludere, Italia Nostra continuerà a lottare per difendere le Apuane, si impegnerà ancora di più per far crescere la sensibilità ambientale dei cittadini, per responsabilizzare la classe politica affinché la bellezza delle nostre montagne continui ad esistere e non diventi un mero ricordo documentato in un libro fotografico.

FRATELLI D’ITALIA: «LA SINISTRA HA PERMESSO L’ESCAVAZIONE SELVAGGIA»
“La sinistra che oggi si fa paladina dell’ambiente è la stessa sinistra che in questi anni ha permesso che il nostro territorio venisse devastato da una escavazione del marmo non regolamentata. Gli ex consiglieri comunali di sinistra che oggi attaccano l’amministrazione di Centro Destra, perché sono stati silenti mentre i loro compagni non si preoccupavano di ciò che avveniva sulle nostre montagne? Fratelli d’Italia applaude alla scelta del Sindaco e dell’amministrazione di affrontare per la prima volta in modo serio l’argomento cave e la tutela dell’ambiente” “con la sinistra era una estrazione del marmo senza regole , con il centro destra, per la prima volta, attraverso il regolamento degli Agri marmiferi, verranno stabilite regole ed anche sanzioni, a tutela delle nostre montagne” ” e proprio con questi atti concreti e non certo con le chiacchiere della sinistra che Fratelli d’Italia ed il centro destra si pongono a difesa dell’ambiente. Non accettiamo lezioni dalla sinistra che ci ha governato per tanti anni violentando il nostro territorio con ritardi sia sulla regolamentazione dell’attività estrattiva sia sulle bonifiche e non le accettiamo nemmeno dal movimento 5 stelle che dove governa, come a Carrara, va a braccetto con gli imprenditori del marmo, e dove è all’opposizione, come a Massa, cavalca la protesta dimostrando una scarsa coerenza ed un silenzio assordante sulla condotta ambientale dei loro compagni di partito di oltre foce.
Ma d’altronde il loro camaleontico pensiero adattabile ad ogni circostanza è ormai noto a tutti e quindi ci faremo una ragione delle loro proteste.

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