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Marmo, Carrara Marble Way vince il premio per l’innovazione ecologica

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“Questo riconoscimento da parte della regione Toscana per noi è motivo di grande soddisfazione, non tanto per il premio in sé, ma perché vediamo ufficialmente apprezzati dalle istituzioni gli sforzi, anche economici che un nutrito gruppo di imprese lapidee del territorio di Massa Carrara

ha voluto porre in essere per rispondere ad un’esigenza sempre più forte: quella del recupero e del riutilizzo dei derivati della lavorazione del marmo” così il presidente degli industriali di Massa Carrara commenta il premio per l’innovazione ecologica assegnato dal Consiglio Regionale della Toscana alla Carrara Marble Way oggi a Firenze in occasione del “Premio Innovazione Toscana 2019”

“Quando un paio di anni fa – ricorda Lucchetti – abbiamo scommesso su questa impresa eravamo convinti di essere sulla strada giusta. Adesso questa convinzione è diventata un patrimonio comune, non solo delle imprese, ma anche delle istituzioni e questo non può che rallegrarci.” “Ma soprattutto questo riconoscimento – aggiunge Lucchetti – è una spinta ad andare avanti ed ad incrementare il nostro lavoro in direzione di un’economia del marmo sempre più circolare. Questo progetto infatti è il frutto di un piano di investimenti di 1 milione di euro, che creerà anche nuove opportunità occupazionali per il nostro territorio”.

“Se due anni fa potevamo parlare di scommessa – conclude il presidente degli industriali di Massa Carrara – oggi siamo di fronte ad una certezza. Ma proprio per questo abbiamo bisogno che le istituzioni pubbliche, dal comune alla Regione al governo nazionale, tolgano gli ostacoli burocratici che rallentano, se non impediscono in alcun casi, le nostre azioni e i nostri investimenti nel settore del recupero e riutilizzo dei derivati della lavorazione del marmo”.

PREMIO INNOVAZIONE TOSCANA 2019

Il Progetto premiato di Carrara Marble Way si intitola

MARBLE BEACHES

Perché l’obiettivo è risolvere il problema dell’erosione costiera e del ripascimento attraverso l’utilizzo dei derivati della lavorazione del marmo e della coltivazione delle cave di marmo delle Alpi Apuane.

Le cave di marmo storicamente generano una quantità di materiali secondari (residuati dal taglio del blocchi al monte) costituiti da carbonato di calcio puro e pulito. Questi volumi possono rappresentare un problema ambientale, idrogeologico ed operativo per lo sviluppo delle stesse cave. Per questo, seguendo i principi dell’economia circolare, le principali cave di Carrara si sono associate a partire dal 2016, costituendo la Carrara Marble Way, così da affrontare un problema comune e trasformarlo in opportunità per il territorio non solo di Massa Carrara ma di tutta la Toscana. La costa toscana infatti sta presentando crescenti problemi di erosione che necessitano di interventi, progetti e materiali idonei. La trasformazione dei derivati del marmo in aggregati di varie pezzature può consentire al territorio di disporre di soluzioni sostenibili tecnicamente, ambientalmente ed economicamente.

Il progetto quindi punta a risolvere due problemi fondamentali: quello relativo alla sicurezza e all’ambiente dei bacini estrattivi e contestualmente quello di perdita delle aree costiere regionali. L’obiettivo è giungere al ripascimento delle aree critiche costiere toscane con l’impiego dei derivati provenienti dalla coltivazione di cave di materiali per uso ornamentale. In pratica si tratta di passare dal concetto di derivato come problema a quello di derivato come potenzialità, attraverso la valorizzazione dei materiali secondari di estrazione trasformandoli in prodotti pregiati, unici per prestazione e vantaggi ambientali ed economici.

Le azioni previste vanno nella direzione dello sviluppo sostenibile a tutto tondo: risoluzione di problemi ambientali, produzione di materiali di qualità con creazione di nuove filiere di mercato locale, recupero e valorizzazione del territorio compromesso, produzione di sabbie e ciottoli per spiagge/ripascimento con alto indice di sostenibilità sia per la qualità del materiale, che è carbonato di calcio puro, sia perché per queste opere non sono utilizzate cave di scopo, ma viene recuperato materiale che fino a ieri era considerato “rifiuto” da scartare. Il progetto ha notevoli potenzialità anche dal punto di vista economico, perché la qualità del materiale (sabbie bianche e ciottolini bianchi) può trovare applicazioni anche fuori dal nostro territorio. Infatti la CMW ha sviluppato un piano di investimenti per mettere sul mercato fin dal prossimo anno almeno 60.000 metri cubi di prodotti. Ciò ha comportato investimenti su impianti e mezzi per un valore stimato di circa 1 milione di euro con un incremento potenziale di personale di almeno 10 unità. E negli anni successivi la CMW pensa di poter con facilità triplicare investimenti e occupazione.

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