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CARRARA:Rubava i soldi dei servizi cimiteriali, arrestato e portato in carcere

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È stato arrestato e trasferito in carcere dove dovrà scontare una pena di due anni e cinque mesi il ex-dipendente 57enne di Apuafarma che nel 2015 era stato accusato da un’indagine della Guardia di Finanza di peculato continuato per aver ripetutamente sottratto delle somme della municipalizzata di cui aveva disponibilità. Sono stati gli agenti della polizia di Stata ad aver dato esecuzione all’arresto e al trasferimento in carcere.

Nel maggio del 2015 le fiamme gialle avevano rilevato un ammanco di denaro per la società partecipata del Comune di Carrara (oggi confluita in Nausicaa Spa) che gestiva i servizi cimiteriali. Successivamente si era scoperto che i soldi pagati dai parenti dei defunti per i servizi cimiteriali, invece di finire nelle casse di Apuafarma, erano spariti e finiti altrove.

«Gli ammanchi – aveva evidenziato la Corte dei Conti – erano stati resi possibili dal maggio 2008, successivamente all’installazione del registratore di cassa, a seguito della mancata emissione degli scontrini fiscali da parte degli operatori: il cliente presentava una nota di pagamento da parte del cassiere che la sottoscriveva, mentre alla ‘ricevuta’ non veniva allegato alcuno scontrino, sebbene il cliente avesse pagato regolarmente il servizio richiesto. Alla fine della giornata l’addetto all’ufficio di polizia mortuaria emetteva un numero di scontrini non corrispondente alla quantità di pratiche effettivamente evase, ma sempre in numero inferiore. Per quanto riguarda questa condotta il dipendente era stato condannato dal Tribunale di Massa a due anni e 5 mesi di reclusione».

La Procura contabile, è scritto nella sentenza «prospettava anche una responsabilità sussidiaria, a titolo di mancata vigilanza, gravante» sull’allora direttore generale di Apuafarma «che aveva svolto la funzione di responsabile amministrativo dell’azienda speciale dal 1998 al 2009». Per questo la Corte dei Conti aveva condannato l’ex dipendente anche a restituire 403mila euro e l’ex direttore per la mancata vigilanza a 250mila euro.

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