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Al via il monitoraggio di flora e fauna

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Sono partiti nei giorni scorsi due monitoraggi per censire piante e animali presenti nell’area protetta.

I monitoraggi sono stati affidati dal Parco delle Apuane per ottenere numeri certi sulla consistenza delle popolazioni apuane di specie di particolare valore e significato, con l’obiettivo di tutelarle meglio, ma anche promuovere, attorno a queste, sensibilizzazione e consapevolezza.

Uno è il monitoraggio delle specie vegetali d’interesse comunitario (inserite negli elenchi degli allegati alla direttiva “Habitat” (92/43/CEE ) e il controllo quali-quantitativo di altre entità floristiche di particolare valore naturalistico-ambientale (endemiche, relitte o comunque rare o in condizioni di vulnerabilità o minaccia). Sono attività fondamentali per il Parco Regionale delle Alpi Apuane, perché propedeutiche alla conservazione di popolazioni naturali, di associazioni vegetali o forestali, di comunità biologiche, di biotopi, di valori scenici e panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici e idrogeologici e di equilibri ecologici. Infatti il monitoraggio dello stato di conservazione di habitat e specie è indispensabile, da una parte, per valutare gli obiettivi di tutela raggiunti e per valutare la necessità di rimodulare gli interventi di tutela, nella direzione di un’efficacia sempre maggiore delle azioni intraprese per la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità; dall’altra per promuovere attività di informazione e sensibilizzazione pubblica verso i cittadini residenti e i visitatori del Parco sul valore della biodiversità e dei servizi eco sistemici presenti nell’area protetta.

Azione parallela, di altrettanta importanza, è quella del monitoraggio delle specie animali di interesse comunitario, anch’esse inserite negli elenchi degli allegati alla direttiva “Habitat” e anche alla direttiva “Uccelli” (09/147/CEE). In particolare si tratterà di raccogliere informazioni necessarie finalizzate alla gestione degli ungulati selvatici, che serviranno ad elaborare piani di gestione ad hoc. Entrambe le azioni presentano un focus di approfondimento sulla Valle del Serra nel comune di Seravezza, dove è stato siglato un apposito Contratto di fiume, con l’obiettivo di monitorare le popolazioni presenti di felci relitte e della trota fario.

Sia il monitoraggio floristico (affidato ad Andrea Ribolini), sia quello faunistico (affidato a Paola Fazzi e Marco Lucchesi ), avranno una durata di quattro anni.

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