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Filanda di Forno illuminata di rosso contro la violenza sulle donne

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Pochi luoghi, nella provincia apuana, potevano meglio testimoniare l’importanza della lotta contro la violenza sulle donne della  Filanda di Forno.

Un edificio, oggi, di archeologia industriale che agli inizi del secolo scorso divenne “la fabbrica delle donne” dando la possibilità a tantissime donne massesi di sbarcare il lunario nei difficilissimi anni delle due guerre. E infatti, grazie alla richiesta dell’associazione “Eventi sul Frigido”, accolta con entusiasmo dall’assessore alla cultura Veronica Ravagli e dalla delegata alla montagna Giogia Garau,la sera del 25 novembre  la Filanda di Forno si è ammantata di una suggestiva luce rossa.

La filanda di Forno, dai primi anni del Novecento fino al 1944 quando venne distrutta, è stata il fulcro dell’occupazione femminile e forte contenitore di battaglie per l’emancipazione e i diritti sul lavoro in un’epoca in cui era praticamente impossibile parlare di violenza sulle donne e in cui le molestie e i maltrattamenti nei confronti specialmente di quelle che lavoravano erano considerati assolutamente normali. Difficile per le donne di allora parlare di violenza, per i motivi culturali legati all’epoca quando le molestie. “Nel libro di interviste alle ex filatrici, “Le donne della memoria” – ha  spiegato Angela Maria Fruzzetti, vice presidente dell’associazione Eventi sul Frigido – ho inserito un capitolo specifico intitolato “Quello che le donne non dicono”. Nei racconti emerge la sottomissione ai capi e il buon comportamento delle ragazze per essere accettate e abilitate al lavoro (cit. Il capo era contento di me). Nelle narrazioni le donne non lanciano accuse verso gli uomini ma lasciano intendere che qualcosa succedeva, in quella fabbrica, dove bisognava lavorare e zitte. Le ragazze che denunciavano molestie e attenzioni particolari, venivano sollevate dal loro incarico in fabbrica e allontanate, inviate a svolgere mansioni nell’adiacente convitto gestito dalle suore. Ho chiesto all’assessore Ravagli di accendere di rosso la fabbrica per ricordare tutte le filatrici che lavorarono in quella struttura e la ringrazio per aver accolto la proposta. Vedere quella ex fabbrica illuminata di rosso è un’emozione”. Nel messaggio contro la violenza, sabato 30 novembre, alle 21, tra i motori e gli attrezzi del museo di archeologia industriale della ex filanda, si svolgerà un incontro con poeti e gli artisti Marco Alberti, cantautore, e il maestro Massimo Montaldi sul tema della violenza di genere. Chiunque, tra i presenti, potrà esprimersi: diventare consapevoli è essenziale così come imparare nuovi comportamenti per non diventare una vittima.

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