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MASSA: sfratto rinviato in via Cavour, Usb: «Serve la graduatoria degli alloggi popolari»

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Ieri mattina, l’Unione sindacale di base ha sostenuto il terzo rinvio di sfratto per il signor Franco e la sua famiglia, domiciliati in via Cavour in centro a Massa in un fondo di proprietà dell’ente vescovile.

La loro storia, apparentemente in fase di risoluzione, inizia il 19 settembre quando queste tre persone, padre, madre e figlio, ricevono la richiesta di lasciare l’immobile in cui vivevano da parte della Curia. A nulla sembra essere valsa la mediazione del sindacato Usb che ha comunque ottenuto del tempo per trovare un’alternativa alla famiglia. “L’unico dialogo che ci è stato concesso è stato quello con il legale del vescovo – avevano raccontato gli aderenti di Usb – Sua eccellenza non ci ha ricevuti e ha preferito relegare lo sfratto di questa famiglia a una questione puramente burocratica”. Sindacato e Curia avevano stabilito, qualche settimana fa, di approfondire meglio la vicenda così da trovare una soluzione ed evitare lo sfratto. Nonostante il tentativo di dialogo voluto dal sindacato non è stato possibile trovarla, una soluzione condivisa.

Il rinvio ha però permesso alla famiglia di avere il tempo di compilare tutta quella documentazione richiesta per dimostrare che il costo di un affitto è insostenibile aldilà della loro volontà. «Grazie a questo rinvio – scrive Usb – queste persone avranno il tempo per effettuare con serenità il trasloco nella nuova casa. Accedendo ai fondi regionali per la morosità incolpevole, siamo riusciti a trovare un nuovo affitto tramite privati nel quale il nucleo famigliare subentrerà dal primo dicembre». Al termine del picchetto, i membri del sindacato si sono spostati in comune per sollecitare la pubblicazione della graduatoria provvisoria legata agli alloggi popolari di Massa, il cui bando è uscito circa 11 mesi fa. A riceverli a palazzo civico l’assessora al sociale Amelia Zanti. «L’assessora Zanti ha dichiarato che la suddetta graduatoria uscirà per i primi di dicembre. Ma in continuità con l’amministrazione precedente rileviamo la mancanza di risposte sul tema della casa e quelle fornite sono confuse. Si continua con una politica a breve termine per affrontare l’emergenza abitativa con misure tappa buchi». Misure che non andranno a mutare i dati relativi all’anno 2019 legati alla richiesta di alloggi popolari.

Nella provincia di Massa-Carrara sono stati 110 gli sfratti eseguiti attraverso la forza pubblica nel 2018. Duecentoventisei i nuovi procedimenti di convalida emessi rispetto all’anno precedente e 423 le richieste di esecuzione di sgombero (dati del ministero dell’Interno, ndc). Dati che non possono essere analizzati senza guardare anche al numero di richieste di un alloggio popolare. Circa 22 mila famiglie, in Toscana, restano collocate in una graduatoria comunale in attesa dell’assegnazione di una casa. E nei prossimi cinque anni, allo stato attuale delle risorse in campo, solo un 5% di loro potrà ottenere una risposta da parte delle istituzioni. Il restante 95% dovrà fare affidamento su altri tipi di sostegni come bandi e contributi per la morosità incolpevole

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