Welcome to 0585news   Click to listen highlighted text! Welcome to 0585news
5:47 am - lunedì Novembre 18, 2019

UNA SOCIETA’ IN HOUSE CHE ‘FA ACQUA’ E … I MENO ABBIENTI LI TUTELIAMO NOI CITTADINI!

790 Viewed redazione 0 respond

Non possiamo accettare la modalità di liquidare una questione spinosa e complessa, come quella legata alla natura giuridica di una società in house, quale è il gestore idrico integrato GAIA SpA, adottata da parte del presidente della Provincia di Massa Carrara Gianni Lorenzetti il quale ha semplicemente dichiarato alla stampa: “…la Società è già pubblica e dentro ci sono provvedimenti per il sociale e per tutelare i meno abbienti ….”.

Così come non possiamo accettare la risposta del Sindaco di Aulla, Roberto Valettini, secondo il quale sarebbe ininfluente la ragione societaria o lo strumento giuridico con il quale il gestore del servizio idrico si trovi ad operare (Società o Consorzio pubblico) dal momento che sarebbero gli stessi uomini di legge ad individuare criticità e vulnus sull’efficacia reale di queste tipologie di società. In realtà, dichiarazioni così perentorie, non favoriscono certamente il dialogo tra le istituzioni ed i cittadini. Infatti, una cosa è la proprietà ed è vero che GAIA ha come soci solo i comuni; altra cosa è che la società sia di diritto privato o pubblico; e questo perché mentre nel primo caso il fine della società sono gli utili da distribuire ai soci, nel secondo se utili vi fossero dovrebbero essere utilizzati o per calmierare le tariffe o per gli investimenti. Riportiamo, a tale proposito, un commento alla sentenza della Corte di Cassazione, Sezioni Unite, 25 novembre 2013, n. 26283 relativamente alle società in house, ai profili giuridici e ai dubbi interpretativi: “…Le società in house hanno della società di capitali «solo la forma esteriore», ma sono in realtà una “longa manus” della P.A. e per esse «la distinzione tra socio (pubblico) e società (in house) non si realizza più in termini di alterità soggettiva». Il risultato è l’impossibilità di distinguere la titolarità del patrimonio dell’ente pubblico e della società, essendo gli amministratori legati all’ente da un vero e proprio rapporto di servizio, con conseguente ricorrenza dei presupposti della giurisdizione della Corte dei conti sulle azioni in esame. La domanda che, sostanzialmente, parte della dottrina che oggi ancora si pone è quella che induce a

«dubitare dell’opportunità di moduli organizzativi della P.A. che dovrebbero garantire efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa e che, invece, non di rado, da un canto, appaiono preordinati a rappresentare un aggravio della spesa pubblica, dall’altro, introducono elementi di incertezza ed irrazionalità e appaiono suscettibili di cagionare gli interessi di quanti con tali strutture entrano in rapporti giuridici». [SALVATO L., Società pubbliche, responsabilità degli amministratori e riparto della giurisdizione, www.scuolamagistraura.it]. In sintesi, secondo il commento sopra riportato, nel caso dell’in house i sindaci in qualità di soci, sarebbero controllori e nello stesso tempo controllati e per superare questa “anomalia” giuridica non sarebbe certamente sufficiente la ‘Commissione di controllo analogo di GAIA SpA’ composta sempre da sindaci e da altri soggetti nominati dall’Organismo di Coordinamento della Commissione intercomunale. Del resto, l’incresciosa situazione in cui i cittadini si sono ritrovati ne rappresenta la conferma più evidente. E’ partendo da queste perplessità che si pone proprio l’ ‘uomo di legge’ e dalle dichiarazioni lapidarie dei due Amministratori della cosa pubblica, che chiediamo ai Sigg.ri Lorenzetti e Valettini se, con la medesima certezza, possono affermare che la società in house GAIA SpA, in questi ultimi sette anni: 1) non è mai andata incontro a inadempienze di nessun genere; 2) ha effettuato tutti gli investimenti necessari per le esigenze dei territori interessati; 3) non ha determinato alcun pericolo per la salute dei cittadini e per l’ambiente nel corso dei processi di depurazione. Del resto, Signori Amministratori, è ben noto come sia dovuta intervenire la Magistratura di Massa Carrara per rimettere il depuratore a norma di legge. E’, altresì, opportuno ricordare come – solo pochi mesi fa- la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa, insieme alla Capitaneria di Porto di Marina di Carrara che ha svolto le analisi sulle acque, oltre a ravvisare un alto tasso di inquinamento nel torrente Lavello (nel quale sverserebbe anche il depuratore che ahimè porta lo stesso nome), avrebbero addirittura scoperto l’assenza di permessi alla depurazione del Gestore e che una parte degli impianti sono finiti sotto sequestro temporaneo, così come alcuni dirigenti di GAIA e di ARPAT sarebbero indagati dalla Magistratura! Gli impianti sono stati sì riattivati, ma non perché lo hanno stabilito i Comuni o gli organi di controllo, ma perché lo ha deciso la medesima Procura che ha invitato la Regione Toscana a deliberare, affinché GAIA fosse vincolata ad attuare una trentina di interventi tecnici urgenti. Peraltro, queste misure sono ancora in fase di realizzazione, visto che, quando nello scorso mese abbiamo richiesto il certificato di collaudo al Gestore, ci è stato risposto che i lavori non erano ancora stati ultimati a causa del provvedimento di sequestro dell’impianto stesso (Lettera di GAIA SpA Prot.n. 72758 del 18/09/2019). In bolletta i cittadini si trovano, addirittura, a pagare la tassa di depurazione sia per le acque reflue sia per quella dei marmi! Forse è arrivato il momento, Presidente Lorenzetti unitamente ai 46 sindaci soci del Gestore Idrico Integrato, di restituire quanto ingiustamente corrisposto ai cittadini che hanno inviato per iscritto a GAIA SpA le istanze di rimborso della tassa di depurazione in bolletta comprensiva di IVA, loro addebitata impropriamente (Lettere inviate a GAIA SpA tramite l’associazione di consumatori ADiC, o il Comitato Acqua alla gola o ancora il Forum Toscano dei movimenti per l’acqua). La gente ha ormai la percezione che vi siano molte incongruenze e lacune che riguardano questa Società Partecipata la quale, a fronte di un elevato costo di gestione che si ripercuote sulle tasche dei cittadini, non dà in cambio servizi efficaci ed efficienti. Ma quale tassa di depurazione dovrebbero pagare i cittadini vista la situazione? Sempre in merito alle dichiarazioni del Presidente della Provincia riportate alla stampa in questi giorni a proposito delle bollette “.…a Massa non erano abituati a pagare le bollette prima dell’ingresso in GAIA e adesso c’è il recupero anche del pregresso…”, oltre che estremamente semplificatorie, ci sembrano molto poco rispettose nei confronti dei cittadini che, da sempre, pagano regolarmente il canone del servizio idrico! Appaiono oltremodo vessatorie anche nei confronti dei residenti che, obtorto collo, abitano in prossimità degli impianti di depurazione del lavello e che in questi anni hanno dovuto sopportare odori irrespirabili, deturpazione dell’ambiente, danni per la salute. Appaiono paradossali anche nei confronti degli operatori balneari e turistici che proprio quest’ultima estate non hanno potuto che constatare, a causa dei ripetuti divieti di balneazione, la fuga dei turisti con un grave danno economico.

Alla luce di quanto sopra, ancor più paradossale appare l’aumento delle bollette per tutti come dimostra il trend di questi ultimi sette anni. Infatti, oltre all’incremento registrato per il nuovo sistema di tariffazione, che tiene conto del numero dei componenti delle famiglie, e che ha portato ad un forte rialzo delle tariffe per le famiglie con uno o due componenti, i Sindaci, in sede di Conferenza Territoriale, hanno approvato un ulteriore incremento tariffario di circa il 6% per tutte le tipologie di utenze, da quelle domestiche a quelle industriali. Ciò nondimeno, totalmente infondata risulta l’affermazione per cui i sindaci soci di Gaia avrebbero promosso le iniziative a dei meno abbienti e delle utenze più deboli. In realtà, infatti, la copertura per il bonus destinato alle utenze le utenze domestiche disagiate deriva dalla voce in tariffa Foni (Fondo nuovi investimenti) voce prevista dall’Autorità Nazionale e pagata in tariffa da tutti i cittadini. Quindi “Cari Sindaci” siamo noi tutti cittadini a tutelare i meno abbienti e non certo voi che non avete minimamente ridotto i vostri canoni di concessione né gli eventuali utili a favore di tali utenze. Ebbene, i vari membri del Coordinamento rivolgendosi agli Amministratori, finalmente dichiarano: “Ma, oggi, non ci sentiamo più soli!” Infatti, molte le persone e le Associazioni che ci stanno appoggiando in questa lotta per rivendicare il carattere veramente pubblico dell’acqua. Sono con noi gli studenti del Fridays For Future che non fanno nessun sconto a chi è responsabile di inquinamenti ambientali. Sono con noi i Comitati e le Associazioni locali, regionali, nazionali e i cittadini singoli (e altri ne verranno) che si battono per la difesa delle acque, contro un’escavazione selvaggia, a fronte di guadagni stratosferici di quattro o cinque famiglie che restituiscono in cambio al territorio solo la cosiddetta “marmettola” (polveri e materiali di lavorazione del marmo), che è fonte di cementificazione dei nostri corsi d’acqua e che mette seriamente a rischio ogni forma di vita. In merito alle dichiarazioni del sindaco di Massa Francesco Persiani, che dice di essere “..sorpreso e dispiaciuto che la manifestazione si sia svolta proprio a Massa facendo passare il messaggio che questa amministrazione non abbia a cuore gli interessi dei cittadini in materia di tutela dell’acqua pubblica…”, il Coordinamento risponde che l’evento del 30 ottobre è stato realizzato a Massa semplicemente perché è capoluogo di provincia. In conclusione, il Coordinamento, supportato anche dai soggetti che hanno aderito alla manifestazione1, rivolge nuovamente a tutti e 46 sindaci soci di GAIA SpA un appello, che è quello che ognuno di essi risponda inequivocabilmente e per PEC ai quesiti che sono stati loro posti con lettera inviata via PEC dai componenti il Coordinamento stesso lo scorso 29/10/2019, e che sono i seguenti: 1. Richiedere immediatamente un’assemblea straordinaria dei sindaci, affinchè realmente si dia avvio al processo di trasformazione del Gestore idrico integrato. 2. Avviare un tavolo di confronto con il ‘Coordinamento dei comitati e delle associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico’, per una valutazione collettiva su quali siano i passaggi di carattere legale e procedimentale che il Gestore e i Sindaci dei Comuni detentori di quote societarie in GAIA SpA devono attuare, affinché tale processo di trasformazione possa essere finalmente realizzato, anche condividendo con i cittadini le eventuali criticità riscontrate, per poterle superare nei tempi tecnici occorrenti. Dare contezza alle associazioni ai comitati e ai cittadini, con trasparenza e tracciabilità degli atti amministrativi del processo di trasformazione e di tutti gli atti ad esso correlati. 3. Rivedere il Piano tariffario e le tariffe pregresse. DOCUMENTO DEL “COORDINAMENTO DEI COMITATI E DELLE ASSOCIAZIONI PER LA DEPURAZIONE, LE BONIFICHE e LA RIPUBBLICIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO” COMPOSTO DA: Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana – Associazione Phoenix Cinematografica – Comitato Acqua alla gola – Comitato Salute e Ambiente di Massa Carrara – Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua – Movimento Consumatori Nazionale – Movimento Consumatori Toscana

Don't miss the stories follow0585news and let's be smart!
Loading...
0/5 - 0
You need login to vote.

All’alberghiero piove in classe

Promettevano il superamento di concorsi in cambio di soldi: 100 persone truffate

Related posts
Comments are closed
Click to listen highlighted text!