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12:54 am - lunedì Novembre 18, 2019

Chico Forti, italiano da vent’anni in carcere negli Stati Uniti: «Il più grande errore giudiziario mai visto»

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Nessun movente, nessuna prova, un processo pieno di buchi». Enrico “Chico” Forti da vent’anni è in carcere a al Dade Correctional Institution, a Florida City.

Sta scontando una condanna all’ergastolo per l’omicidio di Dale Pike. Italiano, ex campione di windsurf e vincitore di TeleMike, la celebre trasmissione condotta da Mike Bongiorno. A febbraio ha compiuto 60 anni. È padre di tre bambini. Forti si è sempre dichiarato innocente e vittima di un errore giudiziario. Questa sera Le Iene hanno raccontato la sua storia.

Dopo i successi nello sport, aveva cercato fortuna trasferendosi a Miami. Lì divenne imprenditore e produttore televisivo. Tutto poi ebbe inizio nel febbraio del 1998. Dale Pike, figlio di Anthony Pike, dal quale Chico Forti stava acquistando il Pikes Hotel, a Ibiza, venne trovato assassinato sulla spiaggia di Sewer Beach, a Miami. Chico Forti fu accusato di essere l’autore dell’omicidio. Nel 2000 la condanna all’ergastolo. Durante il processo non venne mai chiamato a testimoniare. Secondo l’opinione pubblica che si è creata attorno al caso, non ci sarebbero prove e non ci sarebbe un movente. Da ormai un decennio viene richiesta la revisione del processo, ma dagli Stati Uniti non è mai arrivata risposta. Negli anni si sono interessati alla vicenda gli allora ministri degli Esteri, Franco Frattini, Giulio Maria Terzi e Emma Bonino.

Il più attivo nella ricerca della verità nel tentativo di dimostrare l’innocenza di Chico Forti è lo zio Gianni. Attualmente il legale difensore di Chico Forti è l’avvocato newyorkese Joe Tacopina che ha definito il caso «il più grande errore giudiziario mai visto, non ci sono prove, non c’è movente». Nel sistema giudiziario statunitense la richiesta di un nuovo processo può avvenire solo presentando prove sconosciute e non conoscibili all’epoca del dibattimento, e in grado di modificare l’esito dello stesso.

Secondo le persone vicine a Chico Forti sarebbe stato incastrato. Il motivo? Il risentimento per un documentario girato da lui stesso, che a Miami svolgeva lavoro di produttore televisivo, sul caso del killer di Gianni Versace. Nel documentario Chico Forti smentiva la ricostruzione della polizia sul ritrovamento del cadavere di Andrew Cunanan, l’omicida dello stilista italiano. Cunanan fu trovato morto alcuni giorni dopo su una casa galleggiante nella baia. Secondo quanto mandato in onda nel documentario veniva ipotizzato che Cunanan fosse stato ucciso e comunque che non fosse morto lì dove era stato rinvenuto il cadavere.

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