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«Dieci punti per chiarire che Benedetti non è ambientalista»

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Secondo il consigliere comunale di Alternativa Civica, Andrea Barotti, “l’ambientalismo del Presidente Benedetti deve essere a corrente alternata visto che chiede la chiusura del Porto, o la sua pressoché totale riconversione in turistico, ma non si preoccupa di capire gli effetti che lo sversamento, in fognatura bianca, delle acque non depurate della Ricicleria possono aver prodotto, né si preoccupa di capire se i gravi dubbi sollevati in merito al percolato della ex discarica di Codupino abbiano un fondamento.

Ricordo che su tali temi pende un’interrogazione parlamentare a cui risponderà il Ministro dell’Ambiente”. In una nota il consigliere di opposizione elenca una serie di motivi per i quali il presidente del consiglio, recentemente protagonista di un botta e risposta con il partito del presidente della regione Liguria Toti, non potrebbe sventolare bandiera ambientalista.

“Benedetti cannoneggia il Porto – commenta Barotti – ma si è dimostrato indifferente verso le preoccupazioni di Edison, da ultimo di Bario, circa la presenza, a monte delle rispettive aree di competenza, di possibili fonti di inquinamento”. Ed ancora “scrive contro lo scalo commerciale ma non si unisce alla Consigliera Dei nella battaglia politica contro Gaia, per superare, con la massima celerità e concretamente, le problematiche, riguardanti il fosso Lavello”.

“Non si ricorda una riga del Presidente sui divieti di balneazione che, sotto l’amministrazione Persiani, hanno rovinato l’immagine della città. Benedetti alza la polemica sul Porto ma ha preferito il parcheggio Grendi ad un parco pubblico, né sembra essere sensibile verso la qualità delle acque dei nostri fiumi che, purtroppo, si imbiancano, ad ogni forte temporale, portando in mare il loro carico; non proferisce verbo sui costi di depurazione, sostenuti dai cittadini, delle acque del Cartaro”.

“L’ambientalista Benedetti tace sull’abbattimento della pineta vicina all’aeroporto città di Massa, non mostra alcun ripensamento al consumo del suolo che, ad esempio, l’edificazione del comparto Stazione determinerà e promuove, ipotizzando come destinazione per i blocchi di marmo gli scali di Livorno o La Spezia, il trasporto su gomma non tenendo conto che il traffico veicolare, oltre ad inquinare l’aria, causa la produzione di nano plastiche, cioè una delle principali fonti di contaminazione delle acque marine. Il Presidente sostiene che per il Pignone verrebbe mantenuta una banchina ma sottovaluta il fatto che l’azienda oggi dispone di un’area, grande come lo stabilimento di Massa, nel porto di Piombino; dobbiamo chiederci se il turismo, gli stabilimenti balneari possano essere una valida alternativa ai posti di lavoro, nel settore manifatturiero e lapideo, che il nostro territorio è riuscito a conservare e se l’occupazione stagionale possa essere una seria prospettiva per i nostri giovani”.

“Le soluzioni che la tecnologia moderna offre – continua il civico – ben più evolute rispetto a quelle che magari il Presidente conosce, permettono di combattere, efficacemente, l’erosione che un porto può generare ed addirittura garantiscono, a costo zero, sabbie di grande qualità. I porti, come si può facilmente capire leggendo il trentesimo rapporto Italia (percorsi di ricerca nella società Italiana), non sono più un avversario per l’economia del mare poiché si possono trasformare, con l’eco dragaggio previsto dalla normativa nazionale e regionale, in una “cava di prestito” che restituisce, a minor costo rispetto ad altri sistemi, sabbie autoctone pulite garantendo, così, anche la limpidezza delle acque”.

“Spero che la politica non si limiti alle polemiche, agli slogan, a riprendere delle idee per proporle in contesti non idonei (il presidente Lorenzetti che pensa ad un polo accademico in un ex convento della Lunigiana), ma si impegni per dare soluzioni serie, al passo con i tempi”.

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Ravagli e Montemagni (Lega): “Massa: monitorare il depuratore Lavello”

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