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6:11 am - lunedì Novembre 18, 2019

NO ALL’EROSIONE DELLA COSTA APUO-VERSILIESE NO ALL’AMPLIAMENTO DEL PORTO DI MARINA DI CARRARA SI ALLA RICONVERSIONE IN PORTO TURISTICO

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Non vorrei allarmare nessuno, ma le critiche che spesso pervengono dai gestori degli stabilimenti balneari, denotano da parte loro,  un vero e proprio attaccamento agli interessi personali e molto meno alla nostra comunità. Se si fossero opposti al momento opportuno ai progetti fallimentari e all’ampliamento del Porto di Marina di Carrara, molto probabilmente, oggi, la situazione sarebbe diversa, ma capisco che nel passato le associazioni di balneari erano gestite dagli amici delle amministrazioni locali di Centro Sinistra.

 

La visione di una amministrazione comunale e della politica, deve essere complessiva e non particolare, proprio per poter soddisfare tutte le istanza e le necessita dei cittadini e del territorio. Mi riferisco più precisamente all’erosione e nel merito, devo ripetere ciò che ho dichiarato più volte in passato : Le grosse responsabilità sono da addebitare alle passate amministrazioni di Centro Sinistra che dell’erosione hanno fatto un business milionario, senza, peraltro, portare nessun risultato positivo e zero contributi al rilancio turistico.

Va bene tamponare, ripascere, realizzare scogliere, ma se non lottiamo per eliminare il problema alla base, questi interventi rimangono dei palliativi con l’erosione che aumenterà di anno in anno.

Attualmente, le responsabilità maggiori sono del Comune di Carrara che ha rilanciato la teoria del porto ampliato, che aumenterà inevitabilmente l’erosione marina con tutte le conseguenze del caso.

I progetti realizzati e quelli previsti, riduranno ulteriormente l’apporto del fiume Magra, provocando un deficit sedimentario sulla costa apuo-versiliese, con ulteriore arretramento della linea di Riva ( solo tra il 1938 e il 1998 c’è stato un arretramento della linea di riva di ben 106 metri sulla spiaggia a levante del porto ) ed il fenomeno è destinato a proseguire nel tempo con lo stesso ritmo, perché il canale di imboccatura  mantenuto artificialmente ad una profondità di 10 metri, agisce come una trappola bloccando il transito dei sedimenti verso levante.

Di fronte a questa situazione e alla preoccupazione degli operatori che oggi potranno arretrare con le strutture, il vero grave rischio, quello che potrebbe mettere definitivamente fine alla parola “ stabilimento balneare “, è proprio il Porto di Marina di Carrara, insieme alle mareggiate che provocheranno un ulteriore arretramento della linea di riva, permettendo al mare, che finora a mangiato la spiaggia, di divorare i bagni,le strutture e  strade. Questa non è fantascienza, ma semplicemente la teoria di diversi studiosi che, sulla base dell’andamento storico e dei progetti realizzati e da realizzare nel Porto di Marina di Carrara, hanno sentenziato la morte della spiaggia. Per quanto sopra, premesso che per noi il Turismo è un comparto economico strategico e vitale, sarà necessario, al di là della stesura del Piano Particolareggiato dell’Arenile e degli interventi tampone, dare vita ad un comitato trasversale  che difenda con tutta la forza il nostro territorio e le nostre spiagge, opponendosi a qualsiasi altro tipo di ampliamento del porto e favorendo un progetto di trasformazione in porto turistico.

 Distinti saluti

STEFANO BENEDETTI

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