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7:38 pm - martedì Novembre 12, 2019

ARRAMPICARSI SUGLI SPECCHI

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ARRAMPICARSI SUGLI SPECCHI
PERCHE’ SI DEVONO PAGARE LE QUOTE TARIFFARIE IN BOLLETTA PER LA
DEPURAZIONE SE NON SI RIESCE A FAR FUNZIONARE REALMENTE I
DEPURATORI LAVELLO 1 e 2
Questa è la domanda che si pongono i cittadini quando leggono uno dei tanti articoli

comparsi sulla stampa in questo ultimo periodo. Nella stampa di ieri 19.6.19, ad esempio
si legge che l’assessore all’ambiente Veronica Ravagli ha messo in agenda ogni dieci
giorni analisi lungo il fosso Lavello “per verificare che non si ripetano valori come quei 56
milioni di escherichia coli trovati al depuratore che per noi sono insopportabili” (il valore
raccomandato è di circa 5000 ufc/100 ml, anche se non sappiamo con precisione il valore
specifico delle autorizzazioni fatte a GAIA ).
Quali sono i motivi che hanno spinto l’Amministrazione comunale di Massa a mettere il
divieto permanente di balneazione alla foce del Lavello?
Le analisi vanno sicuramente fatte nelle scansioni temporali, previste dalle
regolamentazioni in vigore, per assicurare la salute e l’incolumità dei cittadini, ma non
devono rappresentare una misura palliativa che fino ad oggi (o meglio prima del sequestro
del depuratore da parte della Magistratura), metteva fuori da ogni responsabilità il Gestore
idrico di Gaia s.p.a
Ci auguriamo che l’inaugurazione al lavello 2 di una nuova vasca riesca a risolvere le
criticità che anche questo impianto ha mostrato, mentre il timore dei cittadini è che si
prosegua a by-passare i reflui senza risolvere il problema.

VOGLIAMO CAPIRE MEGLIO, sottolineano i firmatari del presente comunicato stampa,
PERCHE’ SE COSI’ FOSSE SAREBBE DAVVERO UNA BEFFA PAGARE LA QUOTA
TARIFFA DI DEPURAZIONE IN BOLLETTA.
E’ bene ricordare che, al fine di dare un servizio adeguato ai cittadini di Massa,
Montignoso e Carrara, si è inaugurato solo nell’anno 2014 (e anche allora i cittadini
protestavano per gli odori nauseabondi) l’impianto del Lavello 2, che il gestore GAIA è
una società a capitale pubblico e che per fare questi impianti ci risulta siano stati
spesi, ad oggi, oltre 12 milioni di euro.
Intanto i cittadini che vivono nella zona vicino ai depuratori riferiscono che da 15 giorni i
cattivi odori sono diventati insopportabili e si chiedono a che punto sono i lavori
relativamente alle prescrizioni del Decreto della Regione Toscana n.4554 del 23.3.2019.
Secondo il Comitato acqua alla Gola, e i firmatari del presente comunicato, sarebbe l’ora
di cambiare Gaia SpA e affidare il servizio ad una azienda consortile di diritto pubblico,
in modo da avere dei territori controllabili e la possibilità di effettivo intervento sulla rete. I
firmatari si auspicano che i soci si riuniscano al più presto per un confronto e per fare il
punto della situazione, visto che il consiglio comunale di Massa aveva approvato l’uscita di
GAIA, ma che di fatto non sappiamo ancora termini e modalità per la sua reale attuazione.

I cittadini da tempo hanno chiesto ai sindaci di coordinarsi per affrontare insieme e in
maniera più articolata questo problema ma ancora, se lo hanno fatto, non si sono notati
risultati.
Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana – Movimento Consumatori
Nazionale – Movimento Consumatori Toscana – Comitato Acqua alla gola – Comitato
Cittadini e Ambiente di Massa Carrara – Comitato Acqua di tutti – Comitato cittadini
della Partaccia – Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua – Associazione Phoenix
Cinematografica.

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