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8:08 pm - lunedì aprile 22, 2019

l’Opa è a rischio, si muova la politica. Servono risposte

544 Viewed redazione Commenti disabilitati su l’Opa è a rischio, si muova la politica. Servono risposte
OSPEDALE DEL CUOORE OPA MASSA

Recentemente abbiamo espresso alcune perplessità su come sono state gestite, internamente, alcune partite organizzative, relative alla possibile uscita di medici cardiochirurghi ed anche alla presenza di n certo malessere presente nel personale del comparto. Questo in un ospedale di assoluta eccellenza come l’Opa di Massa, Fondazione Monasterio, ha sempre un suo impatto che va oltre gli aspetti organizzativi». Lo affermano la Cisl e la Cisl Fp Toscana Nord Massa-Carrara che intervengono in seguito alle voci di depotenziamento della struttura sanitaria apuana.

«Abbiamo chiesto un incontro con la dirigenza – affermano dal sindacato – e abbiamo avuto modo di esprimere le nostre preoccupazioni. Riteniamo infatti che un ospedale di questa natura sia, per il nostro territorio, un biglietto da visita di valenza assoluta. Le critiche servono in positivo per risolvere problemi, se ve ne sono; gli incontri aiutano a risolverli concretamente. L’Opa è centro di riferimento toscano per la cardiochirurgia pediatrica e per adulti e la cardiologia pediatrica e per adulti: ci sono state mostrate tabelle e verifiche sull’operato interno, attuate con centri di eccellenza, in merito alla qualità in azienda, al rispetto delle procedure, al rapporto di fidelizzazione del personale dipendente. All’Opa di Massa ogni anno arrivano medici da tutto il mondo ad imparare come si curano le cardiopatie dei bambini, con risultati di eccellenza a livello mondiale».

«E’ una struttura concentrata sull’alta complessità (oltre il 90% dei ricoveri) – spiega la Cisl – con altissima attrazione da fuori regione (oltre 40% nell’area pediatrica): una risorsa per il territorio che occupa quasi 400 unità di personale, a cui sommare un importante indotto per i servizi e le attività connesse. Anche i dati sulla mortalità sono di eccellenza: sia per gli adulti che per i bambini. Questo avviene per la professionalità e la competenza del personale tutto. Ci sono state date le più ampie rassicurazioni sulla presenza di personale esperto nella cardiochirurgia sia per il presente che in prospettiva. Un personale motivato. Un clima interno positivo. E poi le attività di ricerca, con laboratori del Cnr all’avanguardia, come si è visto nelle recenti inaugurazioni. 18 milioni per le nuove sale operatorie e della emodinamica avveniristiche, edilizia sanitaria e nuovi parcheggi. Questo stanziamento che ha già superato la fase progettuale della regione ci sembra una presenza tangibile e concreta. Creare eventualmente nuove strutture analoghe in questo momento significherebbe mettere in essere una nuova importante spesa su base regionale che non apparirebbe assolutamente motivata e motivabile considerata la presenza in Toscana di strutture similari di assoluta eccellenza».

«Le voci che sono circolate anche sulla stampa in questi giorni relative alla partenza di attività competitive analoghe a quelle svolte dall’Opa, ci sembrano abbastanza inverosimili e sembrano
smentire l’impegno diretto che la Regione Toscana ha sempre profuso per lo sviluppo di questo centro. A partire, da ultimo, dalla acquisizione degli spazi della ex pediatria Asl a Montepepe ed anche degli investimenti più recenti. Anche la direzione generale ha avuto un suo ruolo non secondario. Riteniamo che quando le cose vanno bene, ed in termini di produzione, si debba premiare anche chi guida la struttura. Ma il territorio tutto, a partire dalla Conferenza dei Sindaci, non può rimanere neutro o peggio indifferente quando girano voci di difficoltà sistemiche. Ecco questo è il momento di farsi vivi, di mostrare il peso che si può mettere in campo, per il bene delle nostre comunità ed anche per il futuro di una realtà che merita solo di essere, questo si, ulteriormente aiutata a crescere».

E sull’argomento interviene anche il consigliere comunale di Alternativa Civica, Andrea Barotti, che parla della raccolta firme promossa da Fratelli d’Italia, invitando il partito di maggioranza a chiedere al sindaco Francesco Persiani di chiedere un tavolo regionale. Riportiamo di seguito l’intervento.
L’intervento di Fratelli d’Italia circa il pericolo di un depotenziamento dell’Opa a vantaggio di altre strutture ospedaliere, mi spinge, pur essendo esponente di un movimento politico di opposizione, a schierarmi in favore di tutte quelle iniziative che arrestino il declino del nostro territorio.
L’Opa è una eccellenza della nostra provincia, una perla che molti ci invidiano e che dobbiamo, senza distinzioni di appartenenza politica, difendere e promuovere. Il comunicato di Fratelli d’Italia si pone in contrasto con l’investimento, in favore del Pediatrico, annunciato, tempo fa, dalla Regione (ben 17 milioni oltre ad altre risorse già destinate e spese) e quindi sembra non suffragato da elementi certi quando, invece, una forza di governo dovrebbe avere un dialogo diretto con Ausl e Regione senza dover dar credito a voci di corridoio.
Ad ogni modo, vorrei fosse chiara, anche qualora quel comunicato non avesse fondamento, come gli elementi disponibili inducono a credere, la mia posizione a tutela della sanità locale e dell’Opa grande realtà nazionale ed europea.
La nostra comunità ha subito, in campo sanitario, scelte sbagliate tanto che ci ritroviamo con un ospedale piccolo addirittura privo dello spazio per accogliere il macchinario di risonanza magnetica che si trovava nel vecchio nosocomio, con una medicina nucleare in posizione decentrata rispetto al Noa, senza uno specifico settore di epatologia (tutti problemi non nuovi) senza quelle strutture che avrebbero dovuto accogliere i pazienti nella fase post acuta e con un Hospice che necessiterebbe di maggiori posti letto.
La politica sulla sanità si è dimostrata inadeguata l’erroneità delle scelte è dimostrata, ad esempio, dal tentativo, andato a buon fine, di creare un tavolo per la sanità lunigianese; tavolo che è la prova di come i cittadini della Lunigiana si trovino in una situazione peggiore di quella in cui erano. Ritengo che le città di Massa e Carrara meritino la stessa attenzione riservata alla Lunigiana, anzi sarebbe meglio creare un tavolo in cui si ridiscuta della sanità provinciale per tutelare, rafforzare l’Opa e riparare ai danni, alle lacune create.
Penso che parlare di sanità, come qualcuno fa, a poca distanza dalla campagna elettorale, dia una brutta immagine della politica poiché i cittadini potrebbero pensare che si usi un tema così importante soltanto per acquisire o recuperare consensi.
In ultimo, penso che Fratelli d’Italia dovrebbe, più che ascoltare le voci di corridoio, essendo in amministrazione, più che raccogliere le firme (azione che si addice ad un comitato di cittadini), portare in Consiglio i timori palesati, chiedere al sindaco Persiani, all’assessore di riferimento Guidi di aprire un tavolo con la Regione e l’Ausl per fare il punto della sanità e cercare di trovare, con il sostegno di tutti (consiglieri regionali, rappresentanti nazionali e forze politiche) le soluzioni, i rimedi che la nostra Comunità attende.

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