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8:25 pm - lunedì aprile 22, 2019

Bimbi uccisi in classe: è allarme in Cina

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E’allarme sociale in Cina per gli attacchi all’arma bianca contro le scuole.

Mercoledì scorso un uomo è entrato in un plesso elementare di Baijiaping, nella provincia interna dello Hunan, nel sud della Cina, e ha accoltellato a morte due bambini ferendone altri due. I bimbi rimasti feriti sono stati ricoverati in un ospedale locale e sembra non siano in pericolo di vita, mentre non c’è stato nulla da fare per le due piccole vittime: troppo gravi le ferite inferte. Per il duplice omicidio, la polizia cinese ha subito arrestato il colpevole: un uomo di 31 anni, di nome Zheng, originario del villaggio dove si trova la scuola. Le ragioni del suo gesto non sono state specificate dalle autorità competenti.

Precedenti
Quello di mercoledì è solo l’ultimo di una lunga serie di attacchi avvenuti in Cina negli ultimi mesi. Lo scorso febbraio, nella provincia orientale del Jiangsu, un uomo di 33 anni ha ferito 11 persone (tra cui diversi bambini) prima di essere fermato da alcuni passanti e dall’intervento della polizia. In precedenza, a gennaio, un individuo era entrato in una scuola elementare di Pechino, nel distretto di Xicheng, e aveva ferito con un coltello 20 studenti. Tre di loro avevano riportato gravi ferite, ma si erano poi salvati. Lo scorso ottobre, altri 14 bambini sono stati feriti da una donna di 39 anni introdottasi in una scuola di Chongqing, nel sud-ovest della Cina. Anche in questo caso, non si sono comprese le motivazioni di quello che alcuni hanno definito un raptus di follia.

L’esperto
Ma la teoria del raptus non convince gli “addetti ai lavori”. Per comprendere come sia possibile che una persona compia azioni come quelle avvenute in Cina, In Terris ha raccolto l’opinione del Dott. Luigi Berloni, Psichiatra Psicoterapeuta dell’Asur Ancona dal 1998 nonché Psicopatologo Forense e Criminologo. “E’ impossibile capire il perché di certi gesti inconsulti – spiega – soprattutto quando ci si trova dinanzi a persone, come avvenuto in Cina, che non hanno motivato le loro azioni. Cosa abbastanza atipica”. “Infatti, nei casi di mass murderers – vale a dire di quelle persone che entrano in una scuola e uccidono persone a caso, come spesso accaduto negli Stati Uniti – gli assassini agivano per vendetta: erano allievi o ex allievi disadattati o ex collaboratori scolastici che erano stati licenziati a loro dire ingiustamente. Dal loro punto di vista, sparare o accoltellare gli ex compagni o gli ex professori e colleghi era una forma di rivincita personale verso un torto subito”. Le motivazioni del gesto venivano presentate dagli stessi assalitori, attraverso un video o un post sui social, a volte anche con giorni di anticipo.

La differenza
Nei casi degli attacchi all’arma bianca cinesi, diversamente, non si hanno informazioni sufficienti per risalire con certezza alle motivazioni. I media locali, infatti, non hanno divulgato le possibili spiegazioni date dagli attentatori, una volta arrestati, alla polizia cinese né se le forze dell’ordine abbiano effettivamente chiesto loro un eventuale movente. “Di certo – prosegue il dott. Berloni – non si è trattato di un raptus. Questo, infatti, rappresenta uno sconvolgimento subitaneo e improvviso della mente di una persona. Mentre gli attacchi nelle scuole, avvenuti il più delle volte con un’arma portata da casa, presuppongono che quei soggetti abbiano premeditato l’attacco, lo abbiano organizzato a tavolino e lo abbiano messo in pratica in un secondo momento. Questo lavoro esclude dunque il raptus, che rappresenta l’esatto contrario della premeditazione”.

Azioni atipiche
Uno degli arrestati degli attacchi dei mesi scorsi, per la precisione quello dello scorso ottobre, è stato compiuto da una donna. Esiste una malattia mentale che possa spingere il soggetto malato a prendersela contro i bambini? “No, non è un’azione tipica né è riconducibile a qualche forma di schizofrenia o psicopatologia. Escluderei anche una qualche forma di depressione post partum. Le madri infatti che arrivano a uccidere perché in forte stato depressivo, se la prendono esclusivamente con i propri figli. Non escono di casa per ferire o uccidere i figli degli altri, almeno che non ci sia, come detto, una vendetta alla base delle proprie azioni, ma non si tratterebbe comunque di una malattia”.

Sicurezza
“Anzi, è importante evidenziare che uccidere o fare del male a dei bambini è un’azione atipica, inconsueta, che potremmo definire disumana perché va contro il comune sentire. E non ha giustificazioni di nessun tipo”. Il governo cinese ha deciso di aumentare il livello di sicurezza nelle scuole mettendo del personale addetto ai controlli all’entrata delle strutture scolastiche. “Si tratta sicuramente una soluzione valida, perché le persone che cercano notorietà e vogliono diventare famose compiendo gesti eclatanti, di qualsiasi genere, devono venire scoraggiate; inoltre, il pericolo emulazione è sempre dietro l’angolo”.

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