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11:33 am - mercoledì marzo 20, 2019

8 marzo: festa della Donna

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Questa notte le militanti del movimento politico Forza Nuova sono entrate in azione sotto la sigla dell’associazione Evita Perón con una affissione, in tante città italiane, di alcune locandine raffiguranti i volti di Pamela Mastropietro, Desirée Mariottini, Asia Bibi, Ahed Tamimi e  Gianna Jessen, e la domanda a chiare lettere “loro non meritano il vostro interesse?”

Una ‘festa’ quella dell’8 marzo tradotta in una mera giornata consumistica, priva di ogni profondo significato,  enfatizzata e strumentalizzata da un femminismo radicale che in nome della libertà, della parità, dell’emancipazione e del progressismo finisce per inseguire correnti isteriche ed intrise del politicamente corretto.

Innanzi ad una Pamela Mastropietro, drogata, stuprata e smembrata per mano straniera, ad una Desirée  Mariottini, anch’essa drogata e stuprata ripetutamente a turno da clandestini, davanti al coraggio di Ahed Tamimi, diciassettenne palestinese che ha pagato con la reclusione il suo amor patrio dopo aver tentato di difendere la propria terra dal nemico israeliano, innanzi al coraggio di Asia Bibi, che non ha mai rinnegato il suo credo cristiano rischiando così la pena capitale in Pakistan per essere liberata solamente dopo quasi 9 anni di carcere, di fronte a Gianna Jessen, nata nonostante l’aborto salino al quale fu sottoposta sua madre e ora paladina della vita contro una pratica omicida che ad oggi ha ucciso milioni di bambini, l’omertà del femminismo contemporaneo è sempre stato agghiacciante.
In ogni società la donna dovrebbe essere difesa e tutelata in quanto tale e non secondo criteri prestabiliti e prettamente politico-ideologici.
Ed ecco allora che, se muori per mano dell’immigrazione ne nasce un conflitto d’interessi con le politiche migratorie e di accoglienza per cui è meglio sottacere, se sei vittima di un tentativo di aborto e diventi un’icona al valore della vita finisci per cozzare contro le teorie proabortiste, se ami la tua patria indiscriminatamente non meriti le stesse attenzioni delle cittadine del mondo progressiste e aperte al multiculturalismo.
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In un mondo oramai dominato dal meticciato, dal multiculturalismo, dalla fluidità di genere, dalla negazione di tutto ciò che è vero ed immutabile, esistono ancora Donne orgogliose di esserlo, fiere di ciò che sono, e che non rivendicano un ruolo in opposizione a quello dell’uomo, ma un ruolo ad esso complementare, nel rispetto della diversità dei ruoli e del genere.
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Non vi è peggior insulto per una donna, che sostenerne l’implicita inferiorità rispetto all’uomo. La donna ha una sua dignità per il ruolo che ricopre, da sempre diverso da quello dell’uomo, votata sì ai figli e alla famiglia, ma allo stesso tempo anche alla Patria e al lavoro. Donna culla di vita, grazia ed ingegno, coraggio e sacrificio.
Ufficio Stampa associazione Evita Peron Massa Carrara
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