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11:07 am - mercoledì marzo 20, 2019

Carenze per la polizia penitenziaria del carcere di Massa»

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Piena solidarietà al personale di Polizia Penitenziaria di Massa

che, ancora una volta tramite i loro rappresentanti sindacali, denunciano: mancanza di un direttore in pianta stabile; carenza di figure professionali nell’area amministrativo contabile sprovvista di capo area da parecchio tempo; carenza di personale di Polizia Penitenziaria; mancanza di mezzi e fondi». Lo afferma il consigliere comunale di Massa di maggioranza e consigliere provinciale, Antonio Cofrancesco.

«Non è la prima volta – afferma – che entriamo nel merito di una situazione che ci sta a cuore in modo particolare, perché in quel blocco di cemento situato in via Pellegrini che io chiamo quartiere della città, vivono e lavorano delle persone che hanno bisogno di attenzione da parte delle Istituzioni. Proprio per questo qualche giorno fa, la commissione sociale e sanità con tutti i suoi membri (ringrazio la Presidente della Commissione Eleonora Cantoni) ha visitato la Casa di Reclusione incontrando il Direttore, la Comandante della Polizia Penitenziaria, i detenuti, i vertici dell’area educativa e sanitaria. L’istituto massese nell’ultimo periodo da circa un anno, dopo il trasferimento della Direttrice Dott.ssa Maria Martone in altra sede, è rimasto con un direttore che deve gestire 2 Istituti, Arezzo e Massa a circa 200 km di distanza l’uno dall’altro. Solo la tenacia e la volontà di un Direttore (conosciuto durante la visita) come il Dott. Paolo Basco con una esperienza ultra quarantennale può assolvere ad un compito così difficile e impegnativo come la gestione di questi due istituti di pena. Forse il Provveditore Regionale, dimentica, che la Casa di Reclusione di Massa è stata sempre tra le strutture più idonee ai fini trattamentali nella gestione dei reclusi di tutta la Regione Toscana, anche con progetti lavorativi esterni, questo grazie a tutto il personale che opera nella struttura anche se con mille difficoltà ma con l’obiettivo che è quello, di contribuire giornalmente ad assicurare l’ordine, la sicurezza la disciplina e il trattamento del reo con l’unico fine il reinserimento del recluso nella società civile al momento dell’uscita dal carcere. Non possiamo tralasciare le enormi attività lavorative esistenti all’interno di questo istituto, un lanificio industriale dove vengono prodotte coperte e lenzuola, una sartoria industriale dove lavorano diversi detenuti e poi altre attività sempre mirate al trattamento e al recupero del recluso. Durante la visita, incontrando una rappresentanza di detenuti e ascoltando qualche loro testimonianza, ho potuto carpire tra le parole di questi, come, l’impegno assiduo di tutti gli operatori, rende l’espiazione della pena in maniera diversa, con la voglia alla fine di provare a cambiare. Non possiamo lasciare da solo questo personale, il nostro obiettivo, è quello di non dimenticare che il carcere è un quartiere della città e come tale va seguito. Mi farò carico di invitare il Provveditorato Regionale di procedere all’assegnazione di un Direttore in pianta stabile, di far sue tutte le richiesta che il personale ha avanzato».

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