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5:49 pm - giovedì aprile 25, 2019

Maltrattamenti e violenza psicologica sugli anziani in una casa famiglia del Mirteto: interdetta l’attività della titolare

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Un bruttissimo spaccato di vita sempre più quotidiana è emerso dai controlli indetti dall’ispettorato del lavoro e svolti dai carabinieri della stazione di Massa.

Partita come un normale monitoraggio della gestione amministrativa di un’attività imprenditoriale, si è trasformata rapidamente in un’indagine sui maltrattamenti subiti dagli ospiti di una casa famiglia che ha impegnato per quasi un anno i carabinieri e che in questi giorni ha portato al provvedimento cautelare dell’interdizione dall’attività di gestore di case famiglia per la titolare, una cittadina massese residente al Mirteto.

“L’operazione è stata portata a termine grazie all’importante collaborazione tra i carabinieri e l’Ispettorato del lavoro – ha detto il tenente colonnello Marco Rosati , comandante provinciale – Quello dell’assistenza agli anziani era un settore sul quale ancora non ci era capitato di indagare, ma che rientra nella tutela alle fasce deboli che è l’ obiettivo primario dell’arma dei carabinieri e anche in questo caso ci siamo spesi con il solito impegno in quella che è stata un’attività onerosa e complessa svolta, ancora una volta, in maniera eccellente dal Nucleo Investigativo guidato dal tenente colonnello Tiziano Marchi.”

Il procuratore Aldo Giubilaro si è complimentato per l’operazione brillante svolta dai carabinieri ma ha anche sottolineato come la scoperta del reato individuato lasci un profondo senso di amarezza: “Operazioni come queste sarebbe molto meglio non doverle mai fare. Sono le situazioni in cui i protagonisti non sono mai alla pari e c’è qualcuno che con vigliaccheria agisce sulle persone palesemente più fragili e deboli. Nel caso specifico, bisogna dire che si rimane veramente interdetti a vedere come venivano trattate le persone anziane. E purtroppo si deve anche constatare che è ormai una caratteristica dei nostri tempi la mancanza di valori e di rispetto per la vita e la dignità degli altri e che l’unica finalità che governa ogni cosa è quella del business: massimo guadagno con la minor spesa possibile.”. Il Procuratore ha poi rivolto un pubblico elogio ai carabinieri che anche in un ambito mai trattato prima hanno saputo mostrare la loro competenza a tutto tondo e la loro versatilità e capacità di adattamento ad ogni situazione.Inquietanti i dettagli dell’operazione denominata “ Old age Home”, illustrati dal tenente colonnello Marchi: “ L’Ispettorato del lavoro ha attivato un’indagine di normale routine per verificare la gestione amministrativa della casa famiglia nell’aprile del 2018. Da subito sono emerse anomalie che andava ben oltre la parte amministrativa della vicenda. Abbiamo raccolto testimonianze di pazienti e ex pazienti e di dipendenti ed ex dipendenti che hanno composto un quadro allarmante della conduzione umana della casa famiglia esercitata dalla titolare. Di seguito per trovare conferma alle testimonianze abbiamo iniziato un’attività intensa di intercettazioni telefoniche e audio visive che hanno confermato i sospetti. Bisogna specificare che i comportamenti vessatori sono stati riscontrati solo per la titolare, che è indagata per maltrattamenti famigliari. Del tutto estranei sono risultati invece i tre attuali dipendenti tra i quali c’è anche la figlia della donna, la quale, a differenza della madre ha evidenziato sempre una disposizione corretta e amorevole verso gli ospiti della struttura.”. Il tenente colonello Marchi ha descritto un tipo di violenza molto più psicologica che fisica: gli anziani, cinque donne e un uomo, che non dormiva nella casa famiglia ma vi era ospitato solo di giorno, venivano apostrofati in pessimo modo dalla titolare che spesso e volentieri li insultava e li mortificava, tanto che questo tipo di relazione aveva innescato in tutti gli ospiti uno stato di depressione. In una logica improntata quasi unicamente al risparmio, e pochissimo al benessere degli anziani, la titolare operava sistematicamente scelte che producevano guadagni a scapito degli utenti: riscaldamento ridotto al minimo e compensato solo da coperte buttate addosso agli ospiti; scarsa qualità e quantità del cibo; sovraddosaggio dei farmaci prescritti ad ogni anziano per favorire il torpore anche nelle ore diurne tanto da aver generato episodi di perdita di equilibrio ; inadeguata attenzione all’igiene personale degli ospiti, spesso lasciati per ore senza essere cambiati; mancanza di risposta alle chiamate per richiesta di assistenza.

“ Abbiamo trovato situazioni toccanti. Quasi ogni giorno scene di anziani che piangevano ed imploravano di essere trattati bene. Per questo motivo anche il Gip non ha avuto dubbi ad emettere due provvedimenti molto gravi come il divieto di dimora, grazie al quale la donna non può tornare nei locali della casa di riposo e il divieto di esercitare la sua attività anche presso terzi né per un anno. Al momento la casa famiglia gestita dalla donna è chiusa e gli ospiti sono stati collocati in altre strutture o presso le loro famiglie.”
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L’indagine dei carabinieri ha anche evidenziato irregolarità a livello di normativa del lavoro: nei tre anni di attività della casa famiglia per anziani la titolare ha cambiato in continuazione dipendenti, spesso assumendoli senza contratto, cioè in nero. Per tutti costoro è già partita la sanzione e sono stati recuperati i contributi non versati.
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La dottoressa Anna Maria Venezia dell’Ispettorato del lavoro ha precisato : “Credevo di dover controllare solo la gestione amministrativa relativa al rispetto norme del lavoro. Non mi sarei aspettata che i due carabinieri dedicati al controllo venissero assorbiti da questa attività né che sul territorio vi fosse una realtà di questo genere. Purtroppo questa vicenda non fa che confermare che c’è ancora molto lavoro da fare sul territorio sull’etica dell’impresa.
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La casa di riposo ha un sito internet molto invitante che sottolinea proprio il clima famigliare assicurato agli ospiti. Sulla pagina Facebook della titolare della casa famiglia per anziani comparivano anche immagini di tavolate con gli ospiti della struttura e post con citazioni di frasi tratte dal Vangelo o ispirate alla gentilezza verso gli altri. La pagina, nel corso della mattinata è stata chiusa

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