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2:49 am - mercoledì febbraio 20, 2019

Biagioni (Area 2018): “Ambiente e beni comuni, no alla direttiva Bolkestein”

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Andrea Biagioni, candidato a sindaco di Area 2018, interviene sul tema dell’ambiente, dei beni comuni e sul “No” alla direttiva Bolkestein.

“Il sistema ambiente deve diventare funzionale al benessere generale e una opportunità di promozione territoriale – dichiara -. L’acqua è un bene comune.Dobbiamo ripensare i suoi modelli di gestione, favorendo la pubblicizzazione delle reti e dei sistemi di gestione. Quei beni necessari ed essenziali per proteggere e promuovere una vita degna per ognuno ed ognuna, l’acqua, il cibo, l’aria, la conoscenza, non possono essere messe a disposizione del mercato, ma riconosciuti come beni comuni”.

“Il dissesto idrogeologico – spiega – provocato da troppe mutazioni sia urbanistiche che comportamentali richiede una profonda revisione delle scelte amministrative fin qua adottate. Le falde acquifere sono il vero tema dei temi. É inaccettabile che un ente locale non si ponga, insieme a quello dei “rifiuti zero”, questo problema. Quello che è stato realizzato sino ad oggi è soltanto una timida base di partenza sulla strada della valorizzazione e della messa in sicurezza del territorio”.

“Il comune – sottolinea -, contro la direttiva europea Bolkestein, deve garantire ai cittadini il diritto all’accesso al mare e alle spiagge libere consentendo agli imprenditori virtuosi di lavorare dentro un quadro di certezze che premia chi punta sulla qualità e la sostenibilità anche attraverso la rivisitazione dei canoni di concessione ed un controllo di legalità lungo la costa in tutti i periodi dell’anno”.

“Il sistema diffuso di produzione di energia da fonti rinnovabili – aggiunge – permette di ottemperare al diktat della Comunità Europea della riduzione dell’immissione di CO2 in atmosfera del 20% almeno entro il 2020. In questo quadro i torrenti e i fiumi, presenti nella nostra valle, possono diventare una importante fonte di produzione di energia pulita. A fianco di questo sistema, c’è quello delle escavazioni. Serve un confronto e uno sforzo per raggiungere degli accordi percorribili e sostenibili per impedire che le falde montane si trovino in condizioni di asfissia. Il nostro comune deve dotarsi di un Regolamento degli Agri Marmiferi all’avanguardia che contrasti il “saccheggio” indiscriminato delle nostre montagne non solo per ottenere maggiori “entrate” alle casse dell’amministrazione da reinvestire su interventi a tutela del nostro territorio ma anche per dare maggior valore al materiale prelevato”.

“E’ poi necessario – conclude – ricostituire le aree di esondazione naturale ripristinandole e trasformandole in sistemi controllabili e controllati nonché fruibili anche per fini didattico-naturalistico attraverso il coinvolgimento delle scuole primarie e secondarie del nostro e dei territori limitrofi oltre che delle associazioni già impegnate in questi ambiti di attività”.

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