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MASSA:«Il Ricortola è un pericolo, si facciano i lavori»

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Lavori fermi sul Ricortola dopo il cedimento dell’argine nel 2012, i cittadini chiedono di fare qualcosa.

Tutto in fatti è ferma alla realizzazione di una palancola in metallo provvisoria per trattenere l’argine. Una sorta di toppa che però non risolve definitivamente il problema. E chi vive nella zona, in particolare dopo la gravissima alluvione del novembre 2012, è preoccupato dal rischio e dai danni causati dal cedimento dell’argine lato Marina di Carrara lungo il canale Ricortola, nei pressi del ponte sito sulla via delle Pinete.

«Nonostante siano trascorsi quasi 5 anni – si lamenta Stefano Rossi, residente della zona, in una lettera indirizzata al presidente della Regione Enrico Rossi – l’argine non è mai stato ripristinato a regola d’arte e la palancola è tuttora present, nonostante ripetute siano state le mie segnalazioni indirizzate alle autorità. Da tutto ciò non è sortita la benché minima iniziativa volta a rimuovere il fattore di rischio e a ripristinare la corretta funzionalità dell’argine».

Per Rossi il problema è che i lavori fatti sono inadeguati in caso di disastro. «In particolare, ad una semplice osservazione della palancola metallica, si potrà notare che la stessa risulta ben ancorata sul lato monti, mentre sul lato mare la palancola presenta una risega di circa un metro rispetto all’argine in muratura, risega pienamente esposta alla corrente in caso di piene, con conseguente concreto rischio di nuovi cedimenti.Tale situazione rappresenta un evidente fattore di rischio in caso di precipitazioni di forte intensità, Predisponendo l’argine a nuovi crolli. Tutto ciò, lo si ribadisce, a quasi 5 anni di distanza dal disastro del novembre 2012».

A fronte di danni da milioni di euro, il ragionamento di Stefano Rossi, è che bisogna intervenire sulla prevenzione invece che mettere a rischio l’incolumità dopo, con danni decisamente più ingenti. Ma alle sue sollecitazioni la Regione non ha mai risposto.

«Colgo l’occasione per rammentare al presidente Rossi, che, con una nota dell’aprile 2011 il Dipartimento della Protezione civile la sollecitò espressamente – in qualità di Commissario Delegato per il superamento dell’emergenza a seguito dei precedenti eventi alluvionali, all’adozione di “tutte le necessarie ed urgenti iniziative volte a rimuovere le situazioni di rischio”, nonché a “porre in essere ogni utile attività per l’avvio della messa in sicurezza delle aree colpite e degli interventi urgenti di prevenzione”», conclude Rossi.

Che però, nonostante gli anni siano passati, non ha ricevuto risposta. E, denuncia, le situazioni a rischio sono rimaste lì, tali e quali.

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