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MASSA: arriva il gaypride

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Scenderanno in piazza per dire che una donna deve avere il diritto di essere madre e moglie anche se è lesbica, e che un uomo pure deve avere il diritto di essere padre e marito anche se è gay.
E lo faranno a Massa, nella nuova piazza mercatale, come in altre quaranta piazze italiane, il 23 gennaio per #svegliatitalia, manifestazione organizzata dalle associazioni lgbt nazionali (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit) in occasione della discussione in Senato del ddl Cirinnà sulle unioni civili.

Un testo che rischia di essere snaturato da una serie di emendamenti che ne minano il senso e l’anima, come il discusissimo punto dei “cattodem”, senatori cattolici del pd che hanno proposto di sostituire l’affido rafforzato alla stepchild adoption. Senza dimenticare che ad oggi l’Italia è uno dei pochi Paesi europei a non prevedere alcun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso.

«Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni», dicono le associazioni lgbt che sabato prossimo quindi scenderanno nelle piazze italiane per chiedere gli stessi diritti delle persone eterosessuali.

“È l’ora di essere civili”: questo lo slogan, e l’obiettivo, dell’evento #svegliatitalia, che in versione apuana si chiamerà #svegliatimassacarrara. I dettagli dell’evento massese non sono ancora noti: si conosce solo il luogo, la nuova piazza in via Bastione, e l’ora, alle 16.

Come a Viareggio, Lucca, La Spezia, Milano, Ancona, Andria, Aosta, Asti, Bari, Bologna, Bolzano, Caserta, Catania, Cremona, Firenze, Foggia e tantissime altre città italiane, gli attivisti e le attiviste porteranno con sé in piazza a Massa orologi e sveglie per suonare simbolicamente la sveglia a questo Paese, che attende da troppo tempo il riconoscimento dei diritti delle persone lgbt.

«Chiediamo al governo e al parlamento di guardare in faccia la realtà – si legge nella pagina Facebook dell’evento nazionale- di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese. La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati».

Diritti semplici, per chi li ha, e che incidono parecchio sulla vita di milioni di persone che, invece, questi diritti non li hanno. «Noi siamo sicuri di una cosa – continua la nota – gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti».

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